Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

title-image

Blog

Escursione e osservazione al cielo d’inverno: un sabato di eventi a Rocca di Cave

Il Gruppo Astrofili CDS-Hipparcos in collaborazione con il Dipartimento di Scienze di Roma Tre e con il Comune di Rocca di Cave organizza il 5 Febbraio una giornata ricca di eventi.

A Cave

15.00-16.30 – escursione alla scogliera corallina cretacica di Rocca di Cave, Monumento Naturale della Regione Lazio, “Attraverso 100 milioni di anni”. In un percorso di circa 1 km, lungo la via Genazzano, si trovano numerosi affioramenti fossiliferi che risalgono al periodo Cretacico (circa 90 milioni di anni fa). Si tratta di resti di molluschi, spugne, coralli, appartenenti a specie in gran parte estinte alla fine del Mesozoico (65 milioni di anni fa).  Una guida esperta, con l’aiuto di disegni e schemi, consente ai visitatori il riconoscimento dei fossili e dell’antico ambiente marino, insieme all’osservazione delle forme carsiche del territorio.

17,00-18.30 – Planetario spettacolo dedicato alle Costellazioni e pianeti del giorno. “Le feste della Luce: dai Lupercalia romani alla Candelora, la rinascita del Primo Luminare”. Da Natale fino alla metà di febbraio, diverse festività sono dedicate alla celebrazione del progressivo allungamento della durata del dì, dopo il Solstizio d’Inverno. Il Sole, di giorno in giorno, si alza progressivamente sull’orizzonte sud e, fino dal Neolitico, le culture, e poi le civiltà agricole, ebbero la necessità di conoscere con precisione i punti di levata e tramonto del Sole, le costellazioni che annunciavano gli equinozi e i solstizi, dedicando culti e monumenti alla divinità solare e ad altre consacrate ai riti della fecondità vegetale e animale. Il culmine della stagione fredda si registra nel mese di febbraio quando, anche nell’antichità, si diffondevano le febbri invernali. In tale contesto la festività cristiana della Candelora (2 febbraio), che celebrava la presentazione al Tempio di Gesù (Luca 2,22-39), ereditò riti millennari, che a Roma antica coincidevano con le purificazioni di febbraio (da februa, bende rituali di purificazione) e i Lupercalia, dedicati al dio Fauno, e alla leggenda della Lupa e dei gemelli fondatori della nostra città. Le fiaccolate rituali simboleggiavano il ritorno progressivo della luce, la fine dell’inverno, l’approssimarsi del nuovo anno, che nella Roma repubblicana avveniva a marzo. Diverse particolarità dei riti rinviano all’egiziana dea Iside-Sothis e a feste ebraiche (Lev 12, 2-4). Testimonianze archeologiche e la letteratura classica (p.e. Ovidio, Properzio, Plutarco) confermano l’antichità delle simbologie che costituiscono le Feste della luce, “Ex Oriente Lux”.

Alle 19.00 si svolgerà la serata “Il grande Triangolo invernale: Sirio-Procione-Betelgeuse”. Verso Sud, nelle serate di inizio febbraio, in prossimità del meridiano è ben visibile e brillantissimo, il cosiddetto Triangolo invernale, costituito da Sirio, Betelgeuse e Procione, controparte altrettanto brillante, del più famoso Triangolo estivo. Sirio nel Cane maggiore è il vertice meridionale della configurazione. E’ la stella più splendente fra i due emisferi celesti e anche la seconda, tra quelle visibili, più vicina al Sole. Per gli antichi egizi era la rappresentazione della dea Sothis-Iside e il suo sorgere ai primi di luglio segnava l’inizio del calendario annuale. Betelgeuse, “la spalla destra” di Orione, una supergigante rossa, sta mostrando un raro fenomeno, percepibile anche a occhio nudo. Da oltre venti anni il suo splendore è diminuito costantemente, rendendo la stella, seconda per luminosità, dopo Rigel “il piede sinistro” del Cacciatore, una supergigante bianco-azzurra. Anche Procione nel Cane minore è una delle stelle prossime al Sole, la quarta tra quelle visibili. Le tre costellazioni comprendono dieci stelle di prima e seconda magnitudine. Le vicine costellazioni del Toro, della Lepre e dei Gemelli completano il quadro del cielo invernale.                                                                                                                                            

Verso l’orizzonte Est, dalle 22, si osservano le costellazioni del Cancro e del Leone, che già anticipano il cielo della Primavera. Verso Nord si stagliano le costellazioni circumpolari, con l’Orsa Maggiore ancora bassa sull’orizzonte, e Cassiopea alta a nordest, i cui allineamenti stellari guidano al riconoscimento del Perseo, di Andromeda e Pegaso.                                                                                                                    

Tra gli oggetti di “cielo profondo” sono osservabili gli ammassi aperti M36, M37, M38 in Auriga, M35 nei Gemelli, M45, le Pleiadi, nel Toro. Ben osservabile la nebulosa di Orione M42. Si segnala fra le 18.20-18.30, il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale, da occidente a oriente, con mag.-3,5.