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Fare spesa nel comune limitrofo si può, ma solo in determinate circostanze. La situazione ai Monti Prenestini


Da oggi stop agli spostamenti, ma come faranno i piccoli comuni e le frazioni in periferia? Intanto alcuni sindaci del territorio prevedono un sostegno al reddito per gli acquisti

Con il nuovo decreto del Governo entrato oggi in vigore decade la motivazione degli spostamenti legata alle “situazioni di necessità”. Stop dunque ai viaggi anche brevi per raggiungere discount o grandi centri, ma anche grandi farmacie e centri di distribuzione: ognuno deve rimanere presso la propria residenza o domicilio.

Il divieto oggi ha sollevato una pioggia di richieste da tutta Italia soprattutto dai piccoli Comuni, dove mancano servizi di prima necessità. 

In mattinata i Comuni dei Monti Lepini (Segni, Gorga, Gavignano) hanno chiesto alla prefettura e al Comando dei carabinieri di accedere all’area commerciale di Colleferro per tutte le necessità, in special modo per le aree dove non sono presenti servizi. È la medesima necessità anche dei piccoli comuni dei Monti Prenestini, che fanno invece riferimento a Palestrina per gli acquisti. Qui è stata Anci Lazio, attraverso anche il suo vicepresidente Gianpaolo Nardi, sindaco di Castel San Pietro Romano, a farsi portavoce delle istanze.

La linea per ora resta quella ribadita nelle faq pubblicate sul sito del Governo che riportiamo di seguito.

Nel documento il Governo italiano chiarisce in prima istanza che non è obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza purché però sia “il supermercato più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti gli spostamenti – chiarisce il Governo nelle faq – devono essere limitati allo stretto necessario sia tra Comuni limitrofi che all’interno dello stesso comune. La spesa è fatta di regola nel proprio comune, qualora ciò non sia possibile, ad esempio perchè il comune non ha punti vendita o  sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel comune di residenza o domicilio, o ancora, perchè il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti che dovranno essere certificati”.

A San Cesareo in Via Casilina

Secondo fonti Anci, in serata dovrebbe arrivare un ulteriore chiarimento sul sito del Governo.

Alcune associazioni di consumatori hanno sollevato il problema di “maggiori oneri a carico dei cittadini”, che non avendo discount nel proprio comune di residenza, dovrebbero farsi carico di maggiori oneri per la spesa casalinga.

“Capisco naturalmente i disagi – spiega il sindaco di Gallicano Nel Lazio, Pietro Colagrossi – ma credo che in questo momento sia necessario, ora più che mai, rispettare le prescrizioni degli organi istituzionali. Il nostro comune – aggiunge il primo cittadino prenestino – è ancora uno dei pochi nell’area dove non sono stati registrati contagi. Spero che la situazione rimanga così, anche se siamo circondati da aree con casi positivi. Stiamo studiando delle alternative concrete per dare dei contributi a sostegno alle famiglie. Preferisco assegnare dei buoni spesa piuttosto che espormi a rischi di contagio”.

Nell’ultima settimana, uno dei casi che aveva suscitato clamore sui social era stato quello dei supermercato Cts di Labico, dove ogni giorno decine di auto si ammassavano in strada in fila per fare spesa. Stamattina la situazione è apparsa migliore, gli effetti iniziano a vedersi.

CARBURANTE AGRICOLO

“A seguito dell’emergenza COVID-19, la Direzione Agricoltura ha adottato una procedura semplificata per l’assegnazione del gasolio agricolo fino al 30 aprile. Nello specifico, l’atto prevede che i Comuni capofila potranno, su istanza redatta sul modello “richiesta assegnazione per l’anno 2020″, procedere all’erogazione a titolo di anticipo di un quantitativo massimo del 50%, calcolato sulla base di quello assegnato l’anno precedente, senza procedere all’ istruttoria”.
Lo comunica in una nota l’Assessorato Agricoltura, Promozione della Filiera e della cultura del cibo, ambiente e Risorse Naturali.
“In particolare, ai funzionari comunali non vengono piu’ richiesti i seguenti adempimenti:
a) verifica della dichiarazione relativa a come e’ stato utilizzato il carburanteassegnato nell’anno precedente e le eventuali giacenze da decurtare dalla nuova assegnazione;
b) inserimento nella scheda della ditta delle coltivazioni dichiarate e controllo di congruenza rispetto ai terreni e alle macchine a disposizione della ditta richiedente.
c) calcolo, tramite il sistema, del totale spettante per ogni coltura e conseguente creazione del libretto di assegnazione”.

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