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Foibe ed esodo degli italiani: Poli ricorda


Il sindaco: “Un punto fondamentale di partenza se vogliamo che la nostra diventi una memoria attiva”


“Il cuore nel pozzo” è un film dedicato al dramma della popolazione di etnia italiana giuliana, istriana e dalmata. Un film che narra di una ferita profonda durata decenni di silenzi. Una tragedia costata almeno 20 mila vittime, uccise dalla feroce repressione del regime di Tito. Un massacro e una persecuzione di massa con un solo obiettivo, ancora purtroppo attuale: la pulizia etnica. Tutto nel fondo di una foiba, una gola di terra e fango, profonda anche decine di metri, stretta e buia.

Con “Il cuore nel pozzo” il Comune di Poli non ha inteso solo onorare il ricordo di un genocidio sul quale per oltre mezzo secolo è calato il velo della storia ma, come ha sottolineato la vice sindaca Barbara Cascioli, “questa iniziativa, nata in collaborazione con i docenti e gli studenti della III media di Poli, ha l’obiettivo di approfondire e ampliare il nostro bagaglio culturale e quello dei ragazzi e di ricordare, perché la memoria passa prima di tutto dalla conoscenza diffusa e chiara degli eventi storici”.

Non a caso l’incontro è stato organizzato nella biblioteca comunale, lo spazio per antonomasia dedicato allo studio e alla conoscenza.

Tra le iniziative anche l’adozione del libro “Foibe rosse, vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel ’43” donato dall’Amministrazione comunale alla biblioteca. Norma era una giovane studentessa di lettere arrestata, torturata e gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1943. “Riteniamo la giornata di oggi – ha concluso il sindaco Federico Mariani – un punto fondamentale di partenza se vogliamo che la nostra diventi una memoria attiva, perché la conoscenza è l’unico strumento in grado di produrre consapevolezza”.