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Gallicano nel Lazio, trafugato un prezioso registro dei morti: così un uomo è finito nei guai


Risale al 1.700 ed era stato acquistato da un uomo, ignaro della sua storia

Aveva acquistato un testo del ‘700 per aggiungerlo alla sua collezione di antiquari e invece a distanza di mesi è stato raggiunto dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma: “Il suo libro è oggetto di furto”.

Si tratta del prezioso “Liber Mortuorum”, il registro dei morti del 1700 trafugato dalla parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Gallicano nel Lazio l’anno scorso. Protagonista della vicenda un uomo di Aprilia che custodiva il libro nella sua abitazione, ignaro della sua storia.

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Le indagini sono state avviate nel mese di aprile scorso, a seguito di una comunicazione della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio che aveva segnalato la presenza del post sospetto sui social. Per le indagini i carabinieri si sono avvalsi anche della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

 L’ignaro apriliano aveva postato una foto del libro per chiedere spiegazioni ad alcuni naviganti sul valore del registro. I carabinieri hanno preso in esame il post e poi hanno fatto visita all’autore presso la sua abitazione nella periferia cittadina. Il “Liber Mortuorum” è stato subito identificato e dopo alcuni accertamenti è stato restituito, ieri mattina, alla Diocesi di Tivoli. Tornerà, naturalmente, in sicurezza, nella parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Gallicano nel Lazio.

Il registro – spiegano i carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale – ha un elevato interesse culturale per la storia preunitaria di Tivoli. Di fondamentale importanza per l’individuazione del prezioso bene, per l’accertamento della sua appartenenza al patrimonio dell’Ente religioso, nonché per riconoscerne l’autenticità, è risultata la sinergica collaborazione con il personale altamente specializzato della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio e dell’Archivio storico della Diocesi di Tivoli e di Palestrina».

 Il prezioso documento, una volta rientrato presso la sua originaria comunità religiosa, ove potrà essere oggetto di studio. 

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