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Gallicano, salvata in farmacia grazie alla telemedicina

a cura della redazione

 

Filodiretto raccoglie una nuova testimonianza di una donna salvata grazie alla telemedicina e all’elettrocardiogramma (Ecg) eseguito in farmacia. L’episodio, avvenuto poco prima di Natale, ha visto protagonista la farmacista Silvia Stazi, della Farmacia Stazi di Gallicano nel Lazio, in provincia di Roma.

 

 

 

Il più bel regalo di Natale

15 Dicembre, ore centrali del pomeriggio. Siamo a ridosso del Natale e, tra ricette, casi di influenza che cominciano ad aumentare, tamponi COVID e streptococco, corsa ai vaccini per passare il cenone tranquilli, noi della Farmacia Stazi di Gallicano nel Lazio, comune di 6000 abitanti a 30 km da Roma, siamo un bel po’ indaffarati.

Nel bel mezzo di questo affollato pomeriggio, con la fila che facciamo difficoltà a smaltire, arriva G., 69 anni, nostra paziente da sempre, diabetica, non esattamente di quelle che controllano spesso il proprio stato di salute, e mi chiede di poter fare un ECG. Tra me e me penso: “Ci mancava solo G. oggi pomeriggio!”, ma, senza esitare, dopo pochi minuti la faccio accomodare nella stanza dedicata alla telemedicina e, ponendole qualche domanda, scopro che G. vuole fare l’elettrocardiogramma perché da diversi giorni avverte dolore toracico.

Essendosi recata qualche giorno prima dal suo medico (che oltretutto si trova in un altro comune, non lontano dal nostro), avendo lui sospettato si trattasse di dolori intercostali, le viene prescritto il Brufen 600, che tuttavia non si dimostra efficace. Mi faccio descrivere i sintomi: dolore toracico che compare anche a riposo, di tipo oppressivo, che si irradia sia al braccio destro che al braccio sinistro, oltre che nella regione toracica sinistra sotto il seno e l’ascella; la sensazione di dolore intenso, della durata di 5/10 minuti, è accompagnata da sudorazione a freddo.

“Mi viene la sudarella, Brufen non fa effetto, così ieri pomeriggio sono stata al Pronto Soccorso di Palestrina, ma c’era troppo da aspettare: non mi hanno assegnato un codice d’urgenza, e così siamo andati via. Poi mio marito si è ricordato di aver letto che, qui in farmacia, si può fare l’ECG…”.

Registro e invio il tracciato, descrivendo dettagliatamente nelle note tutti i sintomi che la paziente mi aveva riferito e, per non perder tempo, richiedo a HTN che sia refertato con urgenza.

Dopo pochissimi minuti arriva il referto, accompagnato dalla telefonata della cardiologa di HTN: l’ECG di G. mostra delle alterazioni di carattere aspecifico che, pur non essendo di per sé francamente diagnostiche, data la sintomatologia riferita, richiedono ulteriori urgenti accertamenti in PS, perché non è possibile escludere la natura ischemica del dolore.

“G., l’ECG mostra delle alterazioni aspecifiche, ma per arrivare ad una diagnosi è necessario che ti facciano i prelievi per gli enzimi, quindi adesso esci di qui e fatti accompagnare da tuo marito direttamente in Pronto Soccorso”, le dico senza troppi giri di parole, e la saluto raccomandandole di farci sapere.

Passano i giorni e di G. nessuna notizia. Mi chiedo: “che fine avrà fatto?”.

È la mattina di Natale, sono in farmacia perché siamo aperti per turno.

Entra il marito di G. per acquistare un farmaco per sua moglie. Ci racconta che l’hanno appena dimessa dall’ospedale, dopo averle fatto l’angioplastica.

G. quel pomeriggio stava per avere un infarto. Al PS di Palestrina, presentando il nostro ECG, le hanno assegnato il codice d’urgenza. Positiva agli enzimi, è stata trasferita presso un ospedale romano, dove le è stato applicato uno stent.

G. ora è a casa, ci sentiamo per telefono e mi ringrazia: è salva anche grazie a noi.

Non poteva esserci miglior regalo di Natale!!

 

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