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Genazzano, il mistero e il fascino della grande tela della crocifissione di Gesù

a cura della redazione

 

Nella chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo è conservato un grandissimo telone di circa 6 metri di altezza e per 6 metri di larghezza, riproducente la scena della crocefissione del Nostro Signore, che ricopriva tutta l’aria presbiterale della sera del Giovedì Santo fino alla mattina del Sabato Santo. 

a genazzano

Questa “tela”, riadattata nell’anno 1934, dal parroco di allora, Arciprete Don Serafino De Bellis,, che con zelo divulgava questa pratica della “pietà popolare” accompagnandola con il canto della “De passione Domini” del coro parrocchiale di San Paolo Apostolo, fatta dalle voci maschili.

Per decenni, dalle ore tredici del Venerdì Santo fino alle ore quindici e trenta, la chiesa strapiena di fedeli, i cantori accompagnati dall’armonia dell’organo, cantavano la “Passio Cristi”, le cosiddette “sette parole di Gesù”. Il Padre Passionista, chiamato appositamente per tale occasione, dal pulpito per un’altra ora e mezzo teneva la predica sulla Passione ed Agonia del Nostro Signore. Dopo la morte del parroco, Don Luigi Lucidi, nel 1975, non fu fatta più in seguito la rievocazione della “Passio”. Dopo quarant’anni la “tela”, ritrovata molto rovinata,  coperta di calcinacci ed esposta all’umidità nel tempo, è stata completamente restaurata da due bravi pittori, Claudia e Stefano Liboni, che l’hanno riportata all’antico splendore. Il parroco, Alekandar Kamerer (Don Alessando), ha rinnovato la tradizione di esporla, il Venerdì Santo, all’interno della chiesa, dal 2016 al 2022.

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