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Genazzano, Petruccia e la Basilica della Madre del Buon Consiglio: i miracoli e il fascino di un luogo senza tempo

a cura della redazione

 

Nel luogo dove oggi sorge la Basilica della Madre del Buon Consiglio esisteva un’antica chiesa dedicata alla Vergine Maria fin dall’XI secolo. Nell’anno 1356 la chiesa fu affidata dai Colonna, signori di Genazzano, ai frati agostiniani che vivevano in un piccolo convento fuori le mura dagli anni Settanta del XIII secolo. L’atto notarile rogato alla consegna chi informa che la chiesa era una parrocchia ed era già denominata S. Maria del Buon Consiglio.

a San Cesareo

Nella seconda metà del XV secolo, una vedova e terziaria agostiniana di nome Petruccia, venerata da sempre come beata, mise a disposizione tutti i suoi beni per ricostruire la vecchia chiesa, piccola e fatiscente. Le risorse però non era sufficienti e i lavori furono sospesi. I concittadini di Petruccia iniziarono a deriderla, ma la pia donna rispondeva loro: “Figlioli miei, non vi preoccupate, perché prima che io muoia (ed era già molto vecchia) la Beata Vergine Maria e sant’Agostino porteranno a termine questa chiesa “.

Secondo un’antichissima tradizione, non passò molto tempo dalla predizione di Petruccia che il 25 di aprile 1467, festa di san Marco, all’incirca all’ora del vespro, miracolosamente apparve un’immagine della Beata Vergine Maria sopra una parete della chiesa in costruzione. La popolazione restò stutata non solo per il prodigioso evento, ma anche e soprattutto per i numerosissimi miracoli realizzati dalla Beata Vergine Maria, manifestatasi in quella sua bellissima Immagine. Le grazie e i miracoli ricevuti dai cittadini di Genazzano e di molte altre città del Lazio furono registrati da un notaio e poi furono trascritti in apposito registro conservatosi fino al XIX secolo (il cosiddetto Codice Bombacino, cioè cartaceo, oppure Codice del Miracoli). Soltanto tra il 27 aprile e il 14 agosto 1467 furono registrati ben 161 miracoli.

L’evento miracoloso richiamò a Genazzano folle di devoti dai paesi vicini e poi da ogni parte d’Italia (tota Italia commota est) e anche il papa Paolo II Barbo (1464-1471) inviò a Genazzano, come suoi osservatori, due vescovi: Gaucerio de Forcalquier vescovo di Gap e Nicola de Crucibus vescovo di Lesina. Non molto dopo l’evento miracoloso, due pellegrini albanesi riconobbero nei tratti della Madonna di Genazzano l’immagine venerata a Scutari in Albania che, in modo non meno miracoloso, si era distaccata dal luogo dove era venerata e aveva abbandonato quelle terre che in breve sarebbero cadute in mano al sultano.  Ancora oggi questa tradizione è viva, sia in Genazzano che festeggia la “Venuta” della santa Immagine il 25 aprile di ogni anno, ma anche presso gli Albanesi cattolici che invocano la Madre del Buon Consiglio con l’antico titolo di “Signora dell’Albania”.

Ininterrottamente, dal XV secolo ad oggi, la mistica e materna presenza di Maria non ha mai cessato di attrarre a sé pellegrini da ognidove e il santuario di Genazzano, considerato una piccola “Loreto” del Lazio, ogni anno è frequentato da migliaia di pellegrini italiani e stranieri che testimoniano una grata figliolanza alla Madre del Signore.