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Giancarlo e Stefano, cold case fotocopia dei Monti Prenestini

Due anni fa televisioni e media italiani si sono appassionati alle storia di Giancarlo e Stefano, i due uomini scomparsi nelle campagne di Cave e Palestrina in circostanze misteriose. Oggi i due gialli sono ancora senza soluzione, ma il ricordo di queste persone rimane nel cuore di famigliari e amici. Lo scorso 1 giugno a Cave si è tenuta una fiaccolata per ricordare la storia di questi due uomini e per non far cadere nel dimenticatoio le ricerche.

Stefano è sparito l’8 marzo, Giancarlo dal primo giugno. Formalmente il primo è di Palestrina, il secondo di Cave, in realtà i due abitano a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, in località San Bartolomeo, a confine tra i due paesi. Una delle particolarità riguarda il telefono cellulare di Chialastri, agganciato per l’ultima volta – la sera della sparizione – in un’area adiacente l’abitazione di Scuderi.

Inoltre entrambi gli scomparsi erano in cura al Cim di Palestrina, anche se con patologie diverse e non particolarmente gravi, visto che entrambi sono in possesso di patente auto. 

Non avendo trovato indizi di colpevolezza, gli inquirenti hanno sostenuto fin dall’inizio la tesi dell’allontanamento volontario.

MESSE NERE?

“Abbiamo paura, tutti sappiamo cosa succede qui nelle messe nere”. Così la sorella di Stefano Scuderi, aveva lanciato un’ipotesi ai microfoni di Chi l’ha visto?. Nel servizio la scomparsa del 54enne è stata collegata a quella di Giancarlo.

Entrambi, per i parenti di Scuderi, potrebbero essere stati vittima di oscuri rituali che ancora si celebrano nelle campagne laziali. Uno scenario inquietante che non ha trovato alcun riscontro investigativo. Nel corso del servizio gli inviati hanno mostrato anche un calendario delle messe nere di cui sarebbero venuti in possesso.

LA RICOSTRUZIONE

Più concreto il legame dei disturbi psichiatrici dei quali tutti e due gli uomini soffrivano. A sparire per primo è stato Giancarlo. L’uomo ha fatto perdere le sue tracce dopo aver ritirato la pensione alle Poste. Prima di spegnersi il suo cellulare ha agganciato un ripetitore nei boschi di Palestrina. Nove mesi dopo, Stefano è scomparso da Palestrina. Un amico è andato a trovarlo e ha trovato la porta di casa, dove aveva lasciato il cellulare, aperta e l’abitazione sottosopra.

Anche la sua auto è stata trovata aperta. Per entrambi il timore resta che qualcuno possa essersi approfittato delle loro condizioni di fragilità.

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