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Gina Lollobrigida raggirata: 32enne nei guai

La Diva di Castel San Pietro Romano, Gina Lollobrigida, cittadina onoraria del borgo vicino Palestrina, finisce al centro di un inchiesta della procura, come vittima di un presunto raggiro. Circonvenzione di incapace: il pm Eleonora Fini ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per un ragazzo di 32 anni, ex manager della nota attrice.

È rimasta ferma la ricostruzione della Procura su come una fetta del patrimonio di Gina Lollobrigida sia stato alleggerito in pochi anni di almeno tre milioni di euro. Una vita nel lusso per il giovane, mentre il resto della famiglia della Lollo, secondo le indiscrezioni di Repubblica, veniva allontanata e persino sfrattata.
I magistrati hanno trovato una Ferrari F12 ispirata alla vecchia Testa Rossa a lui intestata e una raffica di bonifici a cinque zero riversati sui conti correnti dei genitori. Una casa e due alberghetti di proprietà Lollobrigida, a un passo da piazza di Spagna, venduti e i conti della società svuotati. Le manovre economiche, che avrebbero portato allo sperpero del patrimonio, sarebbero state compiute, nel quinquennio tra il 2013 e il 2018. A pesare sul processo al giovane manager è stata una perizia psichiatrica sull’attrice effettuata nell’estate 2017. Gina Lollobrigida, aveva scritto lo psichiatra forense Massimo Di Genio, «pur senza sconfinare in una condizione di infermità mentale, presenta una personalità con caratteristiche disarmoniche in cui sono emersi tratti di tipo narcisistico, ossessivo, compulsivo, istrionico e paranoideo».
Caratteristiche che hanno determinato «un indebolimento della corretta percezione della realtà e della capacità di rapportarsi a essa, tale da configurare una condizione di deficienza psichica».

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