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Giornata storica a Olevano Romano, nasce il consorzio di tutela del Cesanese

a cura della redazione

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Si presenta ufficialmente il Consorzio di Tutela del Cesanese di Olevano Romano, riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura (con decreto del 27 settembre 2025). Questo riconoscimento – festeggiatodallo stesso Consorzio, alla presenza dell’on. Angelo Rossi(consigliere del Ministro Lollobrigida), dell’assessore della Regione Lazio, Giancarlo Righini, da Giovanni Pica di Arsial – è un segno importante del cambiamento che ha interessato il destino del più importante vino rosso del Lazio, passato da prodotto locale a ambasciatore di un intero territorio. È il primo passo che promuove un futuro di crescita dei nostri piccoli borghi.

 

La nascita del Consorzio rappresenta la maturità raggiunta da una comunità che ha creduto nella qualità e nell’identità del proprio vino. Questo apre una fase nuova, più consapevole, ambiziosa e proiettata al futuro che richiede la continuazione di un lavoro di squadra.

Siamo convinti che il Consorzio potrebbe contribuire a valorizzare il territorio di Olevano e dei comuni limitrofi, promuovendo il turismo enogastronomico e le attività economiche locali. Potrebbe anche aiutare a promuovere il Cesanese di Olevano Romano DOC sui mercati nazionali e internazionali, aumentando la visibilità e la domanda di questo vino.

 

Per raggiungere questi obiettivi, il Consorzio potrebbe lavorare sulla promozione del Cesanese attraverso strategie come la presenza sui mercati esteri, la partecipazione a fiere di settore e campagne pubblicitarie mirate. Potrebbe anche lavorare sulla tutela del marchio collettivo e sulla gestione dei disciplinari di produzione, per garantire la qualità e l’integrità dei prodotti. Inoltre, il Consorzio potrebbe valorizzare il territorio attraverso l’enoturismo e la sostenibilità, promuovendo il Cesanese di Olevano Romano DOC come un prodotto di alta qualità.

 

In questo contesto, è importante considerare le sinergie e le collaborazioni con gli altri Consorzi della regione Lazio, come il Consorzio del Cesanese del Piglio Docg, che si occupa di promuovere e tutelare il vino Cesanese prodotto nella zona del Piglio e in altri comuni limitrofi (Anagni, Serrone, Acuto e Paliano). Potremmo esplorare possibilità di coordinamento e di promozione sinergiche, per rafforzare l’immagine del Cesanese in Italia e all’estero.

Il riconoscimento del Consorzio punta ad avere un impatto positivo sugli altri prodotti tipici del territorio, come l’olio extravergine d’oliva, il miele, i formaggi e i salumi tipici. Questi prodotti potrebbero beneficiare della maggiore visibilità e della promozione del Cesanese di Olevano Romano DOC, aumentando la loro domanda e valorizzando ulteriormente il territorio, in una sorta di effetto traino.

 

Vorrei sottolineare, poi, che il nostro Consorzio non sarà solo, ma potrà trarre ispirazione dall’esperienza di altri Consorzi italiani, come il Consorzio del Brunello di Montalcino e il Consorzio Chianti Classico, che lavorano da tempo con successo per promuovere e tutelare i loro vini.

Il percorso che ha portato alla costituzione del Consorzio è stato lungo e impegnativo, e ha richiesto la collaborazione e la determinazione di molti soggetti. Vorrei ricordare – oltre al grande lavoro svolto dai produttori, dai contadini locali che hanno creduto nel duro loro lavoro e tramandato una cultura vinicola antica e tradizionale, pur innovandosi,che hanno creduto e credono nell’eccellenza di questo Consorzio –l’importante ruolo delle istituzioni che sono state di sostegno. Dal governo centrale, nella figura del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, alla Regione Lazio guidata da Rocca. Sono convinto che la collaborazione tra i produttori, le istituzioni e le associazionisarà la chiave di volta per raggiungere l’obiettivo.