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GIORNO 1 -Le file ai supermercati, la solidarietà e i dati incoraggianti


Il riassunto di una giornata “paradossale”: i dati, le impressioni e le nuove abitudini

Il primo giorno dell’estensione dell’ex zona arancione in tutta Italia, è sembrato a tutti nei Monti Prenestini come un sabato mattina, non certo un normale giorno feriale.

Innanzitutto le strade sono state meno affollate, proprio come un giorno festivo o prefestivo, ma davanti ad alcuni supermercati, banche e farmacie si sono formate le prime file, effetto delle nuove disposizioni e della mancanza di organizzazione. È stata la prima volta dell’ingresso contingentato ai supermercati per far rispettare il metro di distanza regolamentare del ‘distanziamento sociale’ tra una persona e l’altra. Ma è stato anche il giorno delle prime contromisure dei negozianti, che da San Cesareo a Castel San Pietro hanno avviato iniziative in rete per la consegna della spesa a domicilio, dal pane al dolce, fino ad arrivare alla carne: questa la risposta che ha uniti davvero tutti. A fare rete anche alcuni ristoranti di Palestrina e Gallicano che non si sono arresi alla chiusura e che rilanciano la propria attività con il delivery (LEGGI QUI).

Ha fatto caldo, un anticipo di primavera, ma molti si sono coperti per la prima volta fino al naso con vistose sciarpe, alcuni anche con le mascherine, a norma e dei tipi più diversi (da quelle di fabbro a pittore). È stato insomma un primo rodaggio, ma sempre nell’ordine e nel rispetto: non si sono segnalati momenti di tensione. Anche le forze dell’ordine nel pomeriggio hanno ricominciato a disporre pattuglie per i controlli sugli spostamenti; verificare anche nelle attività dei centri storici per le disposizioni orarie.

Dalla Regione intanto i dati lasciano forse intravedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Nell’Asl Roma 5, da Tivoli a Subiaco, non si sono registrati nuovi casi. 

Stando ai numeri diramati ieri (LEGGI QUI) restano dunque 9 i casi positivi ufficiali nell’Asl Roma 5. Nè Regione né Asl Roma 5 hanno comunicato la distribuzione geografica dei positivi al virus. Da ricostruzioni giornalistiche, risulta: 1 caso a Mentana, 1 a Monterotondo, 1 a Guidonia, 1 a Castel Madama, 1 a Palestrina (trasferito a Nemi). Gli altri quattro rimanenti sarebbero in cura presso i propri domicili.

A Palestrina, stando a fonti dell’ospedale, continuano i controlli interni dopo il caso riscontrato di qualche giorno fa ai Castelli (LEGGI QUI): 4 dipendenti sono ancora in osservazione presso il Reparto di Medicina.

Finora i tamponi eseguiti sui dipendenti hanno dato esito negativo, si attendono nelle prossime ore altri riscontri da Roma.

Ieri sono arrivati al Pronto Soccorso dieci casi sospetti, ma già fino a stamattina nessuno si è presentato con sintomi strettamente riconducibili al virus. È un segnale certamente positivo, segno del recepimento delle comunicazioni degli organi direttivi e di un buon funzionamento dell’organizzazione interna.

Ma in ospedale la battaglia continua con mezzi ancora “poco adeguati”, secondo i sindacati.

Secondo quanto riscontrato dalla Cisl Fp, “urgono le mascherine e i dispositivi di Protezione Individuale”. Un nuovo sollecito è stato inviato agli organi dirigenti per recepire le istanze del personale del Coniugi Bernardini.

In tutta l’Asl oggi sono 19 i casi in più, un morto (83enne) a Latina.

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