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GIORNO 4 – La paura del collasso del sistema


Il riassunto della giornata. Quanto durerà l’epidemia e reggeranno alla prova gli ospedali?

Quanto durerà l’emergenza Coronavirus? È la domanda ricorrente che circola oggi su agenzie stampa e comunicati di aziende sanitarie e istituzioni. La risposta? Non si sa, ma oggi per la prima volta l’assessore regionale alla Sanità si è lasciato andare a una previsione: “Tra una settimana potrebbe arrivare il picco nel Lazio. La nostra regione non ha i numeri della Lombardia”.

Diverse sono invece le previsioni a livello mondiale.

“I virus nella storia hanno sempre perso. Vinceremo sicuramente, ma sara’ battaglia di trincea non una guerra lampo, che si concludera’ verso giugno”. Questa la possibile fine dell’emergenza covid-19 in Italia secondo il consigliere Oms e consulente del governo italiano Walter Ricciardi. “Noi non abbiamo metri di paragone se non quello con la Sars che era un virus simile, meno contagioso e la situazione si risolse verso maggio-giugno”, afferma durante un intervento mattutino in una trasmissione televisiva. “Questo e’ piu’ contagioso quindi e’ probabile che almeno arriveremo fino a quei mesi e forse un po’ oltre”.
Ricciardi definisce “per ora necessarie e sufficienti” le misure messe in campo dal governo, ricordando che Wuhan si blocco’ totalmente si’, “ma e’ una provincia con tutt’attorno un paese che continuava ad andare avanti”.

In Italia e a livello più specifico di Asl territoriale preoccupa la tenuta del sistema. Prima dell’inizio della crisi, secondo i dati del Prontuario statistico nazionale, in Italia c’erano 5090 posti letto in totale tra strutture pubbliche e private con un rapporto di 12 a 1 in favore del Servizio Pubblico. Ora, secondo la circolare emanata dal Ministero della Salute lo scorso 4 marzo, il numero dei posti letto dei reparti di terapia intensiva nei diversi ospedali deve aumentare del 50 per cento, ovvero di altri 2500 unita’ circa.
Di questi, secondo i dati raccolti da AGI almeno 1210 nuovi posti dovrebbero essere disponibili gia’ a partire dalla fine del mese con diverse regioni che hanno gia’ completato una prima fase di potenziamento. Come per esempio la Lombardia, che e’ passata da circa 900 a 1067 nell’arco di poche settimane, o come l’Emilia Romagna che ha allestito gia’ altri 211 posti di terapia intensiva portando il totale dei letti disponibili a circa 650. 

Nell’Asl Roma 5 oggi è stato sfondato il tetto dei 20 contagi, ma i numeri saliranno ancora nelle prossime settimane, assicurano gli esperti. Dal 28 Marzo saranno disponibili ulteriori 10 posti di terapia intensiva nell’Asl Roma 5 (sperando che bastino o che non sia troppo tardi). Come a Roma per il Forlanini, anche sul territorio si cercano edifici per avviare ospedali dedicati al Covid.

Intanto è scoppiata l’emergenza sangue e mancano ancora i dispositivi di protezione all’ospedale Coniugi Bernardini (“Forse un carico dovrebbe arrivare domenica a Palestrina” – dicono i sindacati). Arrivano aiuti dalla Cina e l’Oms ha lanciato una raccolta fondi per non farsi trovare impreparati.

Le città e i paesi sono deserti: oggi per la prima volta anche a Palestrina e Zagarolo sono stati avviati flash mob per un abbraccio e una vicinanza simbolica dai balconi dei palazzi.

Si spera nel miracolo del vaccino, magari da Napoli o dalla vicina Pomezia, dove le ultime evidenze scientifiche lascerebbero aperta più di una speranza per la cura: ma è ancora troppo presto per lasciarsi andare ai sogni.

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