Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

GIORNO 9 – Forse è ora di mettere un freno


Otto persone positive a Palestrina (tra cui tre giovanissimi), tre a Zagarolo, uno a San Cesareo, 2 a Colleferro e 2 a Olevano. E poi ci sono migliaia di persone in isolamenti, decine in attesa di tamponi anche da 4 giorni, famiglie che si dividono per quarantene e trasporti di malati. I numeri, peraltro non tutti ufficiali (per precise disposizioni), raccontano solo in parte che cosa significa l’emergenza Coronavirus ai Monti Prenestini. Oggi abbiamo raccolto lo sfogo del sindaco Mario Moretti (LEGGI QUI), quanta fatica costi gestire un’emergenza simile, tra continue chiamate, richieste di aiuto e aggiustamenti nei bilanci comunali. “Il mio ruolo – dice il primo cittadino fuori dai microfoni a Monti Prenestini – è solo una goccia nel mare. Penso ai tanti operatori sanitari, ai volontari e lavoratori che operano ogni giorno in trincea, come in una guerra appunto”.

E nonostante tutto questo, sui social ci sono ancora persone riprese a passeggiare, chiacchierare sulle poche panchine fuori dai parchi chiusi, fare jogging o uscire in gruppo con una bici. Moretti ha chiesto alle forze dell’ordine di intensificare i controlli e insieme a lui decine di sindaci del territorio, alcuni dei quali si dicono “abbandonati” a gestire da soli situazioni che evidentemente rimandano a un ordine e a una dimensione più grande. Con le forze di polizia locali costrette a operare (alcune, non tutte) senza guanti e mascherine, c’è chi a livello nazionale invoca l’impiego dell’esercito e chi come il ministro Spadafora chiede un nuovo provvedimento (l’ennesimo) per vietare jogging e sport all’aria aperta.

Eppure basterebbe il buon senso a evitare provvedimenti drastici come quelli messi in atto in Cina.