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Giuseppe Cilia, la forza di un progetto: “Così faremo rialzare Palestrina”

Messaggio elettorale

Civico, moderato, progressista, ma soprattutto leader “vero” dal carisma indiscusso. 

Così si presenta Giuseppe Cilia, candidato sindaco a Palestrina. Al rush finale di una campagna elettorale entusiasmante che lo ha visto protagonista di numerosi incontri nei quartieri, nelle contrade e nelle case di tanti concittadini prenestini, lo abbiamo incontrato per scoprire la sua idea di città.

Partiamo dal progetto. Come nascono le liste a sostegno della sua candidatura?

Amo le metafore sportive nella vita. Fin dall’inizio abbiamo parlato di “squadra”. Ognuno in questa coalizione ha un ruolo preciso, a me è stato riconosciuto quello di leader e come tale ho assunto la responsabilità di guidare questa formazione, valorizzando le singole individualità per costruire un team vincente.

A proposito di sport, con diversi candidati lei continua a condividere la bellissima esperienza del basket. Come è nato questo amore per la pallacanestro?

Nasce da una passione innata per lo sport e per la mia città. Avrei potuto fare tante cose nella vita, ma ho scelto di dedicarmi alla crescita di una realtà cittadina, tra la mia gente e con il sostegno di tanti giovani a cui non smetterò mai di dare fiducia. Così da una piccola realtà di provincia siamo arrivati a toccare l’olimpo della pallacanestro italiana, sfiorando per soli 30 secondi anche la Serie A. Parlare di basket a Palestrina oggi significa parlare di una parte importante dell’identità di questa città e io sono fiero insieme al mio gruppo di aver contribuito a portare in alto questo nome in giro per l’Italia.

Giuseppe insieme alla figlia Fabiola
E oggi cosa vuole fare nella sua città?

Ho deciso di candidarmi perchè da troppo tempo sento parlare al bar male della mia Palestrina. Non lo posso accettare, è una situazione che mi fa davvero male. Sento di fare qualcosa per il posto dove sono nato e così sulla spinta di tanti amici ho deciso di accettare con entusiasmo e serenità questa affascinante sfida.

Una scelta civica la sua diversa da quella dei partiti. Perchè?

Perchè a volte gli interessi dei partiti si scontrano con quelli reali dei cittadini, soprattutto a livello locale. Qui abbiamo bisogno anche di piccole risposte, soluzioni nell’immediato e decisioni ferme. Inoltre credo che per la città sia giunto davvero il momento di dare un taglio netto con il passato, un passato in cui i partiti l’hanno fatta da padrone portando per due volte al commissariamento il Comune. Disastri annunciati, costruiti ad hoc a tavolino sulla pelle dei cittadini. Non possiamo più permetterci sbagli del genere, è ora di passare la palla ai cittadini, a rappresentanti della società civile che hanno scelto di sposare questo progetto perchè credono in me e nelle proprie capacità. Il resto è tutto chiacchiericcio che porta solo a divisioni, continue liti e polemiche. Noi guardiamo in faccia alle persone, ai problemi e ai loro bisogni.

A proposito di chiacchiericcio, non le sono certamente sfuggiti gli attacchi alla sua persona sui social, con la diffusione di foto e supposizioni su presunte alleanze…

È il chiaro tentativo di screditarmi. Evidentemente hanno visto i sondaggi e hanno paura. Io le mie intenzioni le comunico direttamente alle persone, non prendo disposizioni dall’alto, non ho bisogno di farmi presentare o di attaccare nessuno. Continuo ad andare dritto per la mia strada.

Arriviamo alla domanda finale: come immagina la sua Palestrina?

Vorrei che i cittadini ritornino a essere orgogliosi della propria città. Abbiamo scelto uno slogan preciso: “custodi del passato e architetti del futuro”. Credo che il passato di questa città sia sotto gli occhi di tutti, a noi il compito di preservarlo e valorizzarlo. Dobbiamo però guardare contemporaneamente al futuro, ai nostri giovani. Oggi vedo la mia città come uno stagno fermo, quasi morente. Vogliamo trasformarci in quel sasso che possa dare un risveglio alle coscienze di tutti. Siamo una bellissima comunità, oggi più che mai serve una spinta comune per far rialzare Palestrina. Facciamolo ora, facciamolo tutti insieme.