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Gli affreschi di Palazzo Colonna Marcucci, un libro ripercorre la storia dell’antico borgo

Continua la scoperta del passato storico artistico dei Monti Prenestini. Sabato 13 Luglio la dottoressa Camilla Zuliani ha presentato il libro “Il ciclo di affreschi del Palazzo Colonna-Marcucci di Olevano Romano” nella Sala degli Archi del Palazzo Colonna-Marcucci di Olevano Romano.


Lo studio ha condotto alla riscoperta del ciclo di affreschi che si sviluppa nella parte alta delle pareti della sala di rappresentanza del Palazzo.
Al convegno di presentazione sono intervenuti per un approfondimento della storia artistica di paesaggio dei nostri monti e della provincia romana, l’autrice, il prof. Marco Nocca dell’Accademia di Belle Arti di Roma e il prof. Silvano De Giusti vicepresidente dell’Associazione AMO di Olevano.

Il Palazzo si trova all’interno del Castello di Olevano Romano, pregevole esempio di fortificazione medioevale del XIII secolo. Conserva quasi per intero le strutture originarie, appena adattate alle esigenze espositive e abitative. Si presenta come un edificio dall’aspetto austero, su 4 livelli.
Prima benedettino e successivamente passato ai Colonna, il palazzo è quindi diventato proprietà dei Borghese fino all’inizio del ‘900.

Abbandonato da allora nella totale incuria e ridotto a poco più di un rudere pericolante anche per il disinteresse delle istituzioni pubbliche che ne avevano rifiutato l’acquisizione, il complesso è stato rilevato intorno al 1970 dalla famiglia Marcucci, che lo ha riportato alla sua antica unità, eseguendo un restauro conservativo e funzionale.

Il Castello nel suo insieme, con le aree della corte, la cappella e la torre, vede oggi nel suo corpo centrale il Palazzo, un prezioso esempio di gestione privata dei beni culturali in partnership con le istituzioni e le realtà associative del territorio.
Il restauro, guidato dall’Ing. Montanari con la consulenza di Luigi Marcucci e il controllo dell’Arch. Meli della Sovrintendenza, ha permesso di connettere le strutture portanti, i solai e il tetto, rispettando le tipologie esistenti, anche avvalendosi di tecniche e materiali di provenienza per lo più locale. I lavori di restauro – che finora hanno abbracciato un periodo di 40 anni – sono stati meticolosi, attenti al rispetto dei manufatti originali. Ad esempio, le perdute imposte delle porte sono state sostituite con elementi della stessa epoca, sempre segnalando la ricollocazione, talvolta attraverso riquadrature in ferro. Infine, sono state conservate le 7 entrate dall’esterno per l’accesso ai vari piani, indice di come il Castello e la sua corte costituiscano un unicum architettonico.

Per i collegamenti interni, non essendoci riferimenti certi, si è affidata la realizzazione di scale- sculture ad artisti di valore internazionale. Conclusa la parte statica, sono iniziati i lavori per la messa in ordine delle sale.
Oggi il complesso è in grado di ospitare anche convegni e mostre. Il suo stato di conservazione è buono e gli affreschi saranno oggetto di un prossimo intervento di restauro.