Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

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Gli artisti dell’Accademia tedesca: «Vi raccontiamo la nostra Olevano»

”Non posso dirle abbastanza come la gente è gentile con me, mi trattano come un loro figlio, mi dispiace tanto abbandonare questa brava gente alla quale mi sono tanto affezionato. La vita qui è semplicissima, ma è tanto poetica, il costume delle donne è meraviglioso, poi vi è la stranezza stessa del luogo, pensi che in tutto il paese non vi è una strada dritta, le case sono costruite sulla roccia e le strade consistono di scale che danno un aspetto fantastico, lo sguardo è libero e spazia in tutte le parti. La mia più grande fortuna per me è rimanere qui il più a lungo possibile”.

Con queste parole Francesco Teobaldo Horny, pittore tedesco di fama europea, descrive intorno al 1800 la sua Olevano.

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Da allora e per i secoli successivi Olevano continuerà a suscitare un legame profondo con gli artisti nord-europei e tedeschi in particolare. A testimonianza di questo amore per il paesaggio incontaminato di questa parte di campagna romana, oggi l’Accademia tedesca di Villa Massimo a Roma grazie al Governo tedesco continua a erogare ogni anno una borsa di studio di tre mesi per un soggiorno all’interno di Casa Baldi, riservata ad artisti contemporanei tedeschi che si sono distinti per l’alto valore del loro operato. Un’occasione unica di lavorare in un luogo appartato e a contatto con la natura e il panorama di questo luogo posto sulla sommità di una collina dove si scorge una delle viste più belle dei Monti Prenestini.

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Il 21 marzo abbiamo avuto il piacere di incontrare due borsisti tedeschi in occasione di un evento di presentazione delle loro opere all’interno di Casa Baldi a Olevano. A loro abbiamo chiesto di raccontarci “la loro Olevano”, come se dovessero raccontarlo a un loro parente in Germania, ricordando esattamente la lettera del loro predecessore Horny.

Il primo Erik Schmidt è un pittore che vive a Berlino. Le sue opere sono legate ai suoi video in cui analizza i rituali di comportamento dei subsistemi sociali. Schmidt definisce Olevano “un’opera d’arte”.

Ogni mattina che mi alzo mi sembra di vivere all’interno di un quadro. Ora ho capito da che cosa sono rimasti affascinati i pittori romantici. È una bellezza quasi incomprensibile per un artista contemporaneo troppo preso a soffermarsi sugli aspetti materiali e politici della vita che ci circonda. Olevano continua a mantenere invece questo fascino di una terra incontaminata e questo ne fa davvero un luogo così speciale.

Erik Schmidt

Max Zitzelsberger è invece un architetto free-lance che vive in Baviera. Costruisce “piccole” case per le quali ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il premio delle Federazione delle Acciaierie tedesche (2018) e il premio Architettura Weibenhof (2018).
Anche Zitzelsberger ci ha parlato di Olevano come un luogo “integro” soffermandosi in particolare sugli artigiani del centro storico.

Qui ci sono ancora i macellai, fornai, parrucchieri, gli artigiani di una volta insomma, un aspetto che sta scomparendo ad esempio dalle mie parti in Germania dove vige la logica dei grandi supermercati e del singolo. Qui a Olevano prevale ancora invece il concetto di comunità e questo per me rappresenta la vera bellezza di questo luogo che abbaglia chi lo visita non solo per i suoi panorami incontaminati ma anche per i valori delle persone che ci abitano.

Max Zitzelsberger

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