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I biglietti metro e bus costeranno 2 euro: è polemica

I biglietti metro e bus a Roma e provincia costeranno 2 euro: è polemica.

Il contratto di servizio stipulato nel 2018 con Trenitalia, che rientra nel consorzio Metrebus, prevede che a luglio 2023 il costo del Bit – il biglietto integrato a tempo che dura 100 minuti – passi da 1,50 a 2 euro, con aumenti a cascata proporzionali anche su quelli da 24, 48 e 72 ore.

I dati

Stando alle tabelle inserite all’interno del provvedimento gli aumento dovrebbero riguardare anche sugli abbonamenti integrati mensili e annuali: i primi passerebbero a 46,70 euro dagli attuali 35, i secondi a 350 da 250. Con ricadute dirette per chiunque utilizza i mezzi Atac e Cotral, da mesi sul piede di guerra in particolare per quanto riguarda la Metromare, ex Roma-Lido, e la Roma-Viterbo.

Dopo mesi di ritardi, corse cancellate e navette sostitutive insufficienti o addirittuta inesistenti, i pendolari hanno organizzato nella prima settimana di dicembreuna serie di iniziative di protesta tra cui due sit-in, uno sotto Cotral e uno in Campidoglio, e una petizione per annunciare che la misura è colma. E la notizia degli aumenti, pur presenti nel contratto di servizio ormai da 4 anni, è arrivata come un fulmine a ciel sereno che ha incendiato definitivamente gli animi, finendo anche – inevitabilmente – al centro della campagna elettorale.

 

L’attacco delle opposizioni

Le opposizioni si sono infatti già scagliate contro la Regione e contro Mauro Alessandri, assessore regionale alla Mobilità della seconda giunta Zingaretti nel 2018, quando l’accordo è stato firmato (accordo in vigore sino al 2032): “I membri della giunta Zingaretti annunciano di mettersi ora al lavoro per scongiurare l’aumento del costo dei biglietti Atac previsto per il prossimo anno – ha detto Laura Corrotti, consigliera regionale di Fratelli d’Italia – Consiglierei di non perdere tempo nei soliti annunci con tempistiche da campagna elettorale ma sarebbe il momento di investire su un sistema di trasporto efficiente per i cittadini laziali, ci ritroviamo una rete in uno stato vergognoso con in aggiunta ora la beffa dell’aumento del costo dei biglietti. Se veramente non si riuscirà a scongiurare un atto simile, sarà un vero fallimento per la Regione Lazio e il Comune di Roma”.

Dal Campidoglio si è invece alzata la voce di Linda Meleo, capogruppo M5s: “Lascia basiti la notizia degli aumenti che se il servizio fosse regolare e capillare, tutti  sarebbero disposti a pagare di più. Invece abbiamo un disagio generalizzato, con metro ferme ogni giorno per guasti e bus che saltano almeno una corsa su 10. Per non parlare della Roma-Lido, la cui cessione alla Regione Lazio non ha minimamente tutelato gli utenti. Aumentare il costo di biglietti e abbonamenti sarebbe un durissimo colpo per le famiglie, già vessate da inflazione e aumento del costo dell’energia. Non è difficile quindi prevedere un aumento dell’evasione, con la conseguenza che il servizio continuerà a essere sostenuto da sempre meno persone che pagheranno sempre di più: un circolo vizioso che questa amministrazione deve assolutamente scongiurare”.

La replica della Regione: “Stiamo lavorando per scongiurare gli aumenti”

Alessandri dal canto suo ha replicato insieme con il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori: “In queste ore la Regione Lazio sta lavorando per scongiurare l’aumento del costo dei biglietti Atac, previsto per il 2023. Il nostro obiettivo è reperire i fondi necessari in modo da non ledere i bilanci delle aziende coinvolte, ed evitare assolutamente che l’aggravio dei costi ricada sulle tasche degli utenti, e in particolare sulle fasce più deboli della popolazione. Anche perché l’aumento del biglietto comporterebbe inevitabilmente un aumento dell’uso dei mezzi privati, a scapito della qualità dell’aria e dell’ambiente in cui viviamo e che sentiamo il dovere e la necessità di tutelare, sempre”.