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I Monti Prenestini porta di accesso alla Strada del Cesanese. Intervista al presidente Piero Riccardi

È scattato il conto alla rovescia per il prossimo Vinitaly di Verona, la più importante fiera dedicata al vino e al turismo enogastronomico del Belpaese. Quest’anno la Regione Lazio parteciperà alla manifestazione con un importante investimento proponendo numeri da record: due spazi, uno di 1.800mq dedicato alle eccellenze vitivinicole e l’altro di 150 mq dedicato alle eccellenze olivicole. In crescita il numero dei produttori partecipanti che sale a 63 aziende, 5 di queste provengono dai Monti Prenestini, un primato per questo territorio a sud di Roma che dopo anni di difficoltà vede finalmente rifiorire la Strada del Cesanese di Olevano Romano. Alla vigilia di questo importante appuntamento fieristico in partenza nel weekend abbiamo intervistato il presidente Piero Riccardi per capire quali sono gli obiettivi della Strada per il 2019.

DOVE DORMIRE A OLEVANO ROMANO

Presidente, anche Olevano con la sua strada sarà presente al Vinitaly. Quali sono le vostre aspettative?
Personalmente parteciperò domenica al Vinitaly su invito della Regione Lazio che quest’anno ha deciso di puntare molto sulle Strade del vino e questo è sicuramente la grande novità di questo 2019. È da qui che bisogna ripartire per costruire una valida proposta turistica per tutto il territorio. Una proposta che si basa sulle tradizioni e peculiarità enogastronomiche dei comuni e degli attori principali di questa fiorente attività agricola che insiste sul territorio.

Piero Riccardi

Sono previsti degli eventi?
Sì certamente. Insieme allo chef Antonello Colonna, autorevole rappresentante della cucina dei Monti Prenestini, proporremo alcuni piatti in abbinamento a vini dolci della cantina Proietti e della cantina Riccardi: il primo deriva dal Cesanese, il secondo è invece aromatizzato con le visciole. Due prodotti di eccellenza, che spero possano ritagliarsi uno spazio importante nel padiglione Lazio.

DOVE DORMIRE A OLEVANO ROMANO

Ma questi non sono gli unici prodotti dei Monti Prenestini?
Il Cesanese con la sua straordinaria qualità e varietà ricoprirà sicuramente un ruolo da protagonista, ma ci sono vini ancora poco conosciuti che hanno un’importanza pari a quella di altri grandi cantine del territorio. Posso citare ad esempio i vini bianchi di San Vito Romano, di cui parleremo in maniera più approfondita in un convegno il prossimo 12 aprile. Vini autoctoni ottenuti da uve dalle caratteristiche uniche come il Bellone o uva pane e l’Ottonese. Oppure posso citare lo spumante di Genazzano, che ha ottenuto pregevoli riconoscimenti in tutto il territorio.

DOVE DORMIRE A PALESTRINA

Insomma, la Strada del Cesanese non si ferma a Olevano. Possiamo dire che i Monti Prenestini sono la porta di accesso a questo straordinario mondo?
Sicuramente sì. Olevano Romano in parte ricade già nel territorio dei Monti Prenestini. Ma io credo che lo stesso concetto di Strada debba includere necessariamente tutto il territorio dei Monti Prenestini con le sue straordinarie ricchezze culturali, vedi Palestrina, e i suoi prodotti agricoli, dal fallacciano di Bellegra al marrone di Cave o la mosciarella di Capranica, solo per fare degli esempi. La nostra idea di Strada è proprio questa: una strada dei sapori in grado di valorizzare tutte le bellezze del territorio.

È un’utopia secondo lei pensare che tutti i Comuni dei Monti Prenestini, da Zagarolo a Olevano, possano un giorno partecipare insieme al Vinitaly?
Assolutamente no, anzi è una bellissima idea che si richiama al concetto moderno dei distretti turistici territoriali. I tempi sono maturi per farlo, ma visto la globalizzazione, ahimè, sono anche stretti. Muoviamo ora e subito.