Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

title-image

Blog

I segreti e i tesori della Chiesa di Santa Maria Maddalena di Capranica Prenestina

Borgo medievale, Capranica Prenestina vide le proprie sorti legate alle vicende di due famiglie nobiliari: i Capranica e i Colonna. Alla famiglia Capranica sono legati i due edifici più importanti del paese: la Chiesa di Santa Maria Maddalena e il Palazzo Barberini.

A Palestrina

La Chiesa è frutto di varie ricostruzioni e ampliamenti operati fino al 1869 con la realizzazione della nuova navata di sinistra e della nuova sagrestia. La chiesa nella sua forma originale ad una navata fu edificata nel1500 da Giuliano Capranica. Queste informazioni ci vengono fornite da due iscrizioni poste all’interno della chiesa. Sopra la sommità dell’arco della nicchia maggiore del presbiterio si legge l’anno MDXX (1520), anno di costruzione dell’edificio.

Il restauro del 1750 fu molto invasivo e anche irrispettoso della precedente costruzione. Fu realizzata la volta sovrapponendola al soffitto in travatura, con evidenti danni alle decorazioni cinquecentesche della cupola. Fu modificata la facciata e costruito un piccolo portico a cuspide a protezione del portone di accesso. In compenso fu eseguito un affresco di elegante fattura dai pittori romani V.Stringelli e C.Armellini nella zona centrale della volta. Nel 1868-1869 fu eseguito un ulteriore restauro con la costruzione della navata di sinistra e la nuova sagrestia al posto della cosidetta “Stanza dei morti”, ovvero l’ossario.

Nel 2016 è stato completato un altro intervento di restauro, che ha riportato alla luce i colori e le decorazioni originali e un bellissimo affresco situato nel battistero risalente al 500 e dedicato a San Michele.
I lavori hanno interessato anche l’organo a canne del 1750 di Angelo Gaetani, che è tornato a far sentire la sua bellissima “voce”.

La Chiesa è caratterizzata dalla bellissima cupola (“Il Cupolino”) e dalla torre campanaria del ‘400. La cupola è stata attribuita ad allievi della scuola del Bramante. La torre campanaria, anche per la sua posizione asimmetrica rispetto alla chiesa, appartiene ad una chiesa del ‘400, orientata differentemente dall’attuale e inglobata nella ricostruzione del 1520.

Le maggiori opere rinvenute nella chiesa sono il Leone Portastemma e l’Eolo, custodito a Palestrina nel Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra, attribuiti fin dal 1754 a Michelangelo Buonarroti, parte delle decorazioni della chiesa cinquecentesca.

Sono presenti altre opere artistiche: quattro reliquiari lignei del 1600, una serie di argento di candelabri del 700, il busto di argento della Maddalena e il prezioso Bambinello Fasciato del ‘700 con tessuto filigranato in oro.

Sono presenti le seguenti realtà pastorali:

_ Consiglio degli Affari Economici non istituito, costituito da persone strette attorno alla figura del Parroco;

_ L’Ente Confraternita Madonna delle Grazie;

_una Struttura per la catechesi della prima comunione, la cresima dei ragazzi e degli adulti, pensata in maniera flessibile vista l’esigua popolazione infantile;

_un centro culturale e musicale, non istituito che si relaziona con professionisti affermati nell’area Partenopea e sul campo nazionale e internazionale;

_una Caritas parrocchiale, non istituita per mancanza di persone adulte che si impegnino nel settore, che reagisce nella Persona del Parroco agli imput sociali interni ed esterni;

_un centro, l’Oratorio Paolo VI, per l’ospitalità e le attività attinenti la vita parrocchiale e la vita dei giovani della comunità.

Don Davide Martinelli ha realizzato, inoltre, un Polo Museale al fine di attirare coloro che si interessano agli edifici di culto, come ponte tra il Parroco e coloro che vivono la Chiesa con uno spirito meno articolato.

Celebrazioni e feste della Parrocchia sono:

_ Festa in onore della patrona della Santa Maria Maddalena 22 luglio;

_Festa di San Rocco 16 Agosto;

_Festa della Madonna delle Grazie la prima domenica di settembre con conclusione l’8 Settembre.