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Il cammino di San Benedetto sui Monti Prenestini: inaugurato il nuovo percorso di trekking

Il cammino di San Benedetto sui Monti Prenestini: inaugurato il nuovo percorso di trekking

Correva l’anno 497 dopo Cristo. Benedetto da Norcia, il futuro santo, turbato dalla decadenza di Roma dove era giunto per studiare, decide di lasciare la città alla ricerca di solitudine e concentrazione.  Troverà il luogo adatto prima ad Affile, poi a Subiaco, lungo la Valle dell’Aniene, ma lascerà importanti segni della sua presenza in diversi centri dei Monti Prenestini, da Palestrina, passando per Castel San Pietro Romano, fino a Olevano Romano.

Nasce da queste vicende l’idea del cammino “A piedi con benedetto” che congiunge Roma a Subiaco, il nuovo percorso di trekking inaugurato lo scorso week-end dalla Federtrek, federazione che raccoglie decine di associazioni di trekking italiane, soprattutto del centro-sud.

DA ROMA

Il percorso parte dal cuore di Roma, a Trastevere, da piazza in Piscinula dove si trova la Domus Anicia, casa della famiglia di San Benedetto. Attraversa poi la periferia romana seguendo gli acquedotti, prima quello Claudio, poi l’Alessandrino, raggiunge quindi Palestrina, Castel San Pietro Romano, Poli, Guadagnolo, il santuario della Mentorella, Pisoniano, Bellegra, Olevano, Roiate, Affile e Subiaco dove si ricongiunge con il cammino di San Benedetto che da Norcia arriva a Montecassino. La testimonianza di San Gregorio Magno, ci dice che all’arrivo di San Benedetto a Subiaco non c’erano più segni di culto pagano nella zona. Nella valle del Sacco, vari furono gli epicentri di diffusione, ma il più sicuro ed importante fu quello di Palestrina. In questa città la vita cristiana era florida fin dal III secolo: il martirio di Sant’Agapito risale al 274 e il primo Vescovo prenestino apparve nel 313.

“Le prime testimonianze certe del passaggio di Benedetto si hanno ad Affile. Per questo, con un lavoro di ricerca storica, abbiamo cercato di ricostruire le strade dove, venendo da Roma, poteva essere passato Benedetto. Abbiamo concluso che le uniche vie dove si poteva passare in quell’epoca erano quelle legate agli acquedotti”, spiega Pietro Pieralice, responsabile commissione sentieri Federtrek e ideatore del cammino a Repubblica.it. “Le aspettative sono quelle di portarci i veri pellegrini – continua Pieralice –  I sindaci ci hanno accolto molto bene e stanno iniziando a nascere le strutture ricettive. Noi di Federtrek già gestiamo a Roiate un rifugio che mettiamo a disposizione dei pellegrini”.

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IL PERCORSO DEGLI ACQUEDOTTI DI GALLICANO

Il percorso è naturalisticamente molto affascinante. Siamo davvero molto vicini a Roma, poche decine di kilometri, ma la Capitale sembra lontanissima. Il punto di accesso ai Monti Prenestini da Roma è costituito dal parco degli acquedotti di Gallicano nel Lazio. Il percorso degli acquedotti rappresenta un’occasione straordinaria per riscoprire ed ammirare i resti di importanti opere idrauliche dell’epoca romana, all’interno di un’area naturalistica ricca di una vegetazione rigogliosa e incontaminata. Il percorso parte dal Ponte Amato nei pressi della tagliata di santa Maria Cevamonte e si prosegue in direzione Palestrina.

I LUOGHI DELLO SPIRITO DEI MONTI PRENESTINI

Il percorso di San benedetto attraversa Palestrina, luogo di culto dove è venerato Sant’Agapito e raggiunge il grazioso borgo di Castel San Pietro attraverso l’antico tragitto dell’acropoli per poi seguire le indicazioni del Santuario della Mentorella, a oltre mille metri di altezza, uno dei più vecchi santuari mariani d’Italia, legato alla conversione di Sant’Eustachio e alla presenza di San Benedetto (il santo di Norcia vi soggiornò per due anni), e particolarmente caro a Giovanni Paolo II, che vi si recò in visita ufficiale a soli 15 giorni dall’elezione a Pontefice e che visitò in incognito numerose altre volte. Una delle parti più suggestive è proprio il sentiero Carol Wojtyla che prende il nome dal papa polacco. Un lungo percorso, piuttosto ripido, completamente immerso nel bosco.

Un piccolo angolo di paradiso dove regna il silenzio e l’armonia della natura. Un altro punto molto affascinante dal punto di vista naturalistico è il sentiero che da Pisoniano arriva fino a Bellegra passando per il ritiro di San Francesco. Si tratta di un percorso piuttosto impegnativo, con una lunga e ripida salita immersa in un bosco di faggi e castagni che porta sulla sommità del Monte Castellone prima di ridiscendere verso il bosco dove sorge il ritiro di San Francesco, luogo invece legato al santo di Assisi, che qui vi soggiornò prima di raggiungere Subiaco. Secondo una tradizione consolidata proprio qui San Francesco avrebbe convertito i famosi ‘tre ladroni’ di Monte Casale, successivamente entrati nell’Ordine dei Frati Minori e morti da santi.

Il convento di San Francesco a Bellegra

LA STRADA DEI PITTORI

Menzione speciale meritano alcuni borghi, come Bellegra, l’antica Civitella, e Olevano Romano, luoghi resi famosi nell’Ottocento dai tanti artisti stranieri, soprattutto del nord Europa, danesi e tedeschi in testa, che hanno immortalato gli splendidi paesaggi di queste vallate nei loro dipinti. Ancora oggi, un vecchio bosco di querce circostante la città, denominato La Serpentara, appartiene all’Accademia Prussiana di Belle Arti di Berlino ed il colle Baldi con il suo vecchio casale (cenacolo di artisti e poeti), porta invece le insegne della Accademia di Belle Arti di Bonn. Artisti danesi trovano ospitalità in una sorta di casa-museo detta Casa Danese.

FONTE: Repubblica.it

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