Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Il Coronavirus visto da una dottoressa di Palestrina. Le false paure e il boom di certificati


Monti Prenestini ha incontrato la dottoressa Cristiana Polucci

In questa emergenza tutta italiana del Coronavirus, i medici di base stanno assumendo un ruolo fondamentale per affrontare i casi singoli, le paure, i malanni di stagione e il disbrigo della grossa molte di certificati, dopo le ultime disposizioni normative. Monti Prenestini ha incontrato la dottoressa Cristiana Polucci, medico di base di Palestrina, per capire cosa sta accadendo in queste ore così delicate per la sanità territoriale.

Dottoressa, partiamo dalle ultime disposizioni. Quali sono le novità che ci riguardano da vicino?

Abbiamo ricevuto altre due comunicazioni dall’Asl. Non ci sono sostanzialmente misure che possano far pensare a un’emergenza sul territorio, in questo caso è quanto mai più necessaria una corretta informazione ai pazienti perchè c’è molta confusione. Oltre ai servizi già disponibili del Ministero, a livello territoriale l’Asl ha attivato un numero di telefono e un indirizzo mail per tutte le informazioni basilari. Il numero è il 335.8722896, la mail invece è sisp@aslroma5.it.

Quali sono le principali preoccupazioni dei suoi pazienti?

Innanzitutto i sintomi. Siamo ancora nella fase di influenza stagionale e c’è chi ha il timore di aver contratto addirittura il virus. Dobbiamo ricordare che c’è una sintomatologia specifica per il Coronavirus e si trasmette per via aerea. Chi proviene dalle zone rosse italiane o straniere può incorrere nell’eventuale rischio e deve rispettare dunque i protocolli della sanità.

Ci sono persone che stanno rientrando dal nord Italia?

Sì ed è su questi casi che si crea maggiore confusione. C’è chi viene dal Trentino o dalla Lombardia per viaggi di piacere e che ci chiede cosa fare. L’ultimo dercreto impone la quarantena domiciliare a “chiunque abbia fatto ingresso in Italia negli ultimi quattordici giorni dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico”, dunque chi rientra dalle aree della Cina, dai comuni italiani in ‘zona rossa’ e nei Paesi in zona a rischio “come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

E chi ha sintomi dell’influenza cosa le chiede?

C’è sicuramente più timore e il primo effetto è che si tende a rimanere più a casa, anche per una lieve influenza. È uno dei grandi cambiamenti del Coronavirus nella nostra vita. Per un verso ci sono casi di esagerazione ed è così che stiamo assistendo a classi decimate o uffici vuoti. Per un altro verso è un dato positivo. Credo cioè che in una fase delicata come quella dell’influenza sia giusto che il malato resti di più a casa in attesa che tutti i sintomi siano scomparsi. Il rischio di ricadute è molto serio, specie nei bambini e può causare ulteriori complicazioni.

Con il Coronavirus sembrano cambiate anche le nostre norme igieniche. Secondo lei è un’esagerazione?

Credo di no. Una buona igiene è un primo passo per difendersi dai germi e dalle malattie e questo vale da sempre. In fondo è una questione di abitudine. Io posso raccontare il mio caso in chiesa a Palestrina dove il parroco ha invitato, come hanno fatto tanti altri, a non darsi il segno della pace o a prendere con le mani l’ostia. All’inizio è stato quasi un colpo, poi dalla seconda domenica ci abbiamo fatto l’abitudine.

Secondo lei si può davvero paragonare l’influenza comune al Coronavirus?

Non sono una virologa e dunque non posso pronunciarmi.  Il Coronavirus sta aggredendo i soggetti più a rischio, i cardiopatici, diabetici etc. Noi medici di base difendiamo ogni anno questi soggetti con il vaccino, ma in questo caso non abbiamo le armi quindi ecco che queste persone sono più esposte. Questo ci induce ad affrontare seriamente questa emergenza, ma senza fare allarmismo, il numero dei decessi paragonato a quello delle inferenze lo dimostra.

Sui social girano ricette per proteggere il sistema immunitario? Secondo lei alcuni integratori possono aiutare?

Innanzitutto sulla rete no, bisogna seguire sempre il medico. Gli integratori possono rappresentare un aiuto come per tutte le malattie, ma non sono un vaccino.

Come ha cambiato il Coronavirus il vostro ruolo? 

Sicuramente ha fatto emergere l’importanza della figura del medico di base. Veniamo da anni di troppo burocrazia, un peso che ha finito per schiacciare questa professione. Un medico ha invece un preciso ruolo sanitario sul territorio, quello di rispondere alle domande e ai problemi, assumendosi anche pesanti responsabilità. È per questo che abbiamo scelto di fare questo lavoro ed è per questo che le persone ci scelgono e ci affidano la cura della propria salute.

??CONTINUA A RIMANERE INFORMATO: METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA??