Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Il culto di San Vito, tradizione e religiosità

È l’unico culto di San Vito nella provincia di Roma, uno dei più antichi dei Monti Prenestini che si richiamano a una tradizione secolare.

Si parte con musica live, stand enogastronomici e mercatini dell’artigiano il Sabato pomeriggio, dove contestualmente si apre la mostra fotografica “San Vito In un Click“, raccolta dei migliori scatti amatoriali del nostro territorio.
A partire dalle 23:00, sempre del sabato, dopo la benedizione, tutto il gruppo degli infioratori comincia a lavorare lungo il borgo medievale per preparare la tradizionale infiorata che dovrà essere pronta, lavorando tutta la notte, per la processione del giorno successivo.
La domenica, si riapre con i mercatini artigianali ed il calendario delle sante mese in onore del Patrono, fino ad arrivare a quella pomeridiana, la più importante, celebrata all’interno della Chiesa di San Vito e che darà il via alla processione lungo il centro storico. Al termine si ritorna in piazza Augusto Baccelli, nel cuore di San Vito Romano, per le degustazioni enogastronomiche, la musica, la caratteristica tombolata in piazza e lo spettacolo pirotecnico.

Si è concluso il week end di festeggiamenti per il nostro Santo Patrono, reso quest’anno ancor più unico dalla concomitanza del pellegrinaggio in onore della SS Trinità.
E così il nostro popolo unito si è ritrovato intorno alle nostre tradizioni ed alle nostre radici.
Un ringraziamento al Comitato Infioratori, alle decine di giovani, bambini, adulti che insieme hanno realizzato una meravigliosa infiorata in onore di San Vito.
Un ringraziamento ai Pellegrini, che con la loro devozione ci ricordano ogni anno la bellezza di condividere un cammino di fede.
Un ringraziamento ai sacerdoti, ai comitati parrocchiali ed ai portatori che con fatica hanno condotto la statua del Santo Patrono lungo le vie del paese, accompagnati dalla Banda Musicale “Cav. Luigi Paolacci”.
Un ringraziamento ai comitati che ogni anno addobbano a festa i vicoli del borgo, rinnovando una delle nostre più antiche tradizioni.
Un ringraziamento alle forze dell’ordine, che hanno garantito lo svolgimento della processione in tutta sicurezza.
Un ringraziamento ai sanvitesi tutti ed un omaggio a coloro che non ci sono più e che guardandoci dall’alto non possono che gioire nel vederci tutti uniti intorno al nostro Santo Vito!

L’Amministrazione comunale
IL CULTO

Non si hanno dati storicamente accertati sulla sua origine, ma la tradizione[1] lo vuole nato in Sicilia da padre pagano[2]. Secondo una passio del VII secolo il fanciullo siciliano Vito[3], dopo aver operato già molti miracoli, sarebbe stato fatto arrestare dal preside Valeriano su istigazione del proprio padre. Avrebbe subito torture e sarebbe stato gettato in carcere senza che però avesse rinnegato la propria fede; sarebbe stato liberato miracolosamente da un angelo e si sarebbe recato, insieme al precettore Modesto e alla nutrice Crescenzia, in Lucania per continuare il suo apostolato.
Acquistata sempre maggior fama presso il popolo dei fedeli, condotto a Roma, sarebbe stato perfino supplicato dall’imperatore Diocleziano di liberare il figlio dal demonio, ma, ottenuto il miracolo, Diocleziano (che seguì Galerio a Roma dopo gli incendi a Nicomedia) gli si sarebbe scagliato contro, facendolo imprigionare e uccidere.
Le salme dei tre martiri Vito, Modesto e Crescenzia sarebbero state in seguito sepolte dalla pia matrona Fiorenza in un luogo chiamato Marianus. Difatti, San Vito è protagonista anche nella storia di Polignano a Mare, nella provincia di Bari. Si dice che dopo il martirio, una pia matrona, di nome Fiorenza, in balia di una tempesta nel Sele, chiese aiuto a Dio che le inviò in soccorso San Vito. La principessa per ringraziare il santo decise di dare degna sepoltura a lui e ai suoi compagni in un “locus marianus” come richiesto da San Vito stesso. Fiorenza diede ordine ai suoi uomini di fare ricerche su questo misterioso luogo, senza alcun risultato. La principessa ormai rassegnata decise di seppellire i tre corpi lì dove li aveva trovati.