Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Il dono di Rossella: una poesia tra le sedie della chemioterapia

di Laura Ferri

Ci sono incontri che durano pochi minuti e altri che restano dentro per sempre.

L’ultimo giorno della sua chemioterapia, presso il reparto di oncologia al Policlinico di Tor Vergata, una donna ha deciso di regalare a tutte noi che come lei condividiamo la malattia e al personale medico-infermieristico un segnalibro. Non un semplice ricordo, ma una poesia scritta da lei. Si intitola “La bellezza di ogni istante”.

Quella donna è Rossella Galimberti.

L’ho letta una volta. Poi un’altra. E sono scoppiata a piangere.

Non erano lacrime di disperazione, ma di riconoscimento. Perché in quei versi c’era tutto ciò che spesso noi pazienti non riusciamo a dire: il prima e il dopo della malattia, il tempo che cambia volto, i sogni che sembrano interrompersi, la paura, ma anche la straordinaria capacità di scoprire il valore di ciò che prima sembrava scontato.

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Anch’io sto affrontando un tumore al seno. Anch’io conosco il rumore silenzioso delle sale d’attesa, l’odore dei reparti, il peso delle infusioni e la speranza che accompagna ogni terapia.

Eppure, quel giorno, Rossella non ha portato il suo dolore. Ha portato bellezza.

Ha scelto di salutare la fine del suo percorso regalando parole. Parole che hanno accarezzato il cuore di chi, come me, era seduto accanto a lei.

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C’è sempre un prima e c’è sempre un dopo nelle nostre vite.
Basta un attimo e sei oltre quel varco a rimpiangere ciò che è stato e a sognare ciò che mai sarà.
Come brace soffocata dalla cenere
si spegne l’attesa, si spegne il desiderio
nel mattino di un autunno che prometteva invece aria,
cielo
un respiro tra le nuvole e prometteva terra,
terra di colori scaldati dal sole
di tramonti dorati
che filtrano la luce tra le foglie dei faggi e delle querce.
Mai più esiterò a ricambiare un sorriso
uno sguardo
un abbraccio
a pronunciare le parole
mai dette
a celebrare la bellezza di ogni
istante
e sarà allora il tempo a togliersi il cappello
e a inginocchiarsi nudo davanti all’attimo.

Rossella Galimberti

«Mai più esiterò a ricambiare un sorriso… a celebrare la bellezza di ogni istante.»

È questo il dono più grande che mi porto a casa.

La malattia ci cambia. Ci insegna che il tempo non si misura soltanto in giorni, ma in abbracci, sorrisi, sguardi e parole che arrivano quando ne abbiamo più bisogno.

Vorrei dire grazie a Rossella Galimberti.

Grazie per aver trasformato la tua esperienza in una carezza per gli altri.

Grazie perché hai dimostrato che anche in un reparto di oncologia può nascere la poesia.

Grazie perché hai ricordato a tutti noi che la speranza non sempre fa rumore: a volte si presenta sotto forma di un piccolo segnalibro consegnato con un sorriso.

Sono certa che molte persone dimenticheranno il giorno della loro ultima chemio. Io, invece, ricorderò anche quella di Rossella. Perché, senza saperlo, ha reso più lieve anche un tratto del mio cammino.

E forse è proprio questa la bellezza di ogni istante: riuscire a illuminare la vita di qualcuno mentre si sta ancora attraversando il proprio buio.