Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

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Il panpepato e “lo muzzico dello palestrinese”: storia e ricetta

Il suo nome si rifà all’utilizzo cospicuo di pepe con cui veniva speziato, la sua storia ha invece origini antichissime. Si narra infatti che già ai tempi dei principi Colonna e Barberini, signori di Palestrina, i sudditi portassero in dono una preparazione dolciaria a base di farina, miele, canditi, uvetta e frutta secca quali noci, nocciole, mandorle e pinoli.

Negli anni seguenti divenne consuetudine realizzare questa ricetta in tutta l’area dei Monti Prenestini, da Genazzano a Zagarolo.

A Palestrina

Lo muzzico dello palestrinese

In occasione delle feste natalizie il più anziano affettava il dolce mentre il più giovane si occupava di servirlo agli ospiti, prevedendo però sempre di tenere da parte qualche fetta di questo energetico piatto per i faticosi giorni di lavoro di mietitura del grano nei campi e per i mendicanti che bussavano alla porta. È ancora in uso nel linguaggio comune l’espressione “Sì lassato lo muzzico dello palestrinese” per indicare i resti del cibo lasciati nel piatto, in memoria di un’epoca e di una storia ormai lontana.

Lo muzzico reconosciuto
Se potemmo bazzica’ solo all’insaputo
e dàsselo qua’ bacetto ’nnasconnati,
ma se ’n se faceva “lo muzzico reconosciuto”,
nun emmo considerati viri fidanzati.
Era necessario… pe’ la commare
e la vecina, co’ la lengua luonga,
perché appena se troveveno allo Formale,
ce ficeveno lo cappotto, l’abbituccio e la gonna.
È allo padre de essa che veneva l’appetito,
comme vedeva qua’ moscone gira’ attorno,
voleva che lo muzzico fosse reconosciuto,
primo che lo fiore diventesse smeronto.
Mo che so’ cagnati tiempi e usanza,
e li muzzichi ’n so’ più reconosciuti
se piglieno e se lasseno, senza circostanza,
e tanti fidanzaminti… so’ feniti.
Io, che sò visto mo’…, e puro allora,
l’auguri, che a ’sti giuveni ce faccio,
de rei’ a casa de essa, comme ’na vota,
co’ lo boccione dello vino sotto raccio.

Il Panpepato Prenestino

Îl panpepato prneestino si contraddistingue per la sua forma a zuccotto e ha un colore marrone e una superficie irregolare dovuta alla frutta secca di cui è composto.

Ingredienti

  • 80 guvetta
  • 80 gnoci
  • 80 gmandorle
  • 80 gnocciole
  • 80 gcanditi
  • 80 gcioccolato
  • 150 gmiele millefiori
  • 150 gfarina 00
  • 1 cucchiaiocannella in polvere
  • 1 cucchiaiopepe

Per preparare il panpepato iniziate prendendo l’uvetta e mettendola ad ammollare in acqua tiepida.

Mettete su un tagliere tutta la frutta secca e tritatela grossolanamente con il mixer o con il coltello.

Strizzate bene l’uvetta e asciugatela con carta assorbente.

Mettete in una ciotola la frutta secca tritata, l’uvetta strizzata, il pepe, la cannella, il miele e mescolate.

Fate sciogliere il cioccolato fondente tritato a bagno maria

Mescolate e uniformate il composto.

Per ultima aggiungete anche tutta la farina 00 e impastate energicamente con le mani in modo da ottenere un composto omogeneo.

Cercate di dare una forma rotonda al vostro panpepato e mettetelo su una teglia con carta forno.

Cuocete il panpepato in forno preriscaldato ventilato a 180° per 30 minuti circa fino a che risulterà dorato.

Sfornate il panpepato e lasciatelo raffreddare completamente prima di tagliarlo.

Il panpepato si conserva fuori frigo per 10 o 15 giorni.