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Il parco del Castello di Colleferro apre le porte al teatro: due appuntamenti da non perdere

L’Amministrazione comunale presenta due appuntamenti teatrali nel nuovo parco del Castello di Colleferro, sempre più al centro della scena culturale della città dopo la sua storica inaugurazione. Il primo andrà in scena il prossimo 18 luglio, dal titolo “La strada è lunga, ma er deppiù l’ho fatto” del poeta romano Trilussa

Assoluto protagonista della poesia in romanesco della prima metà del Novecento, Trilussa fu noto e stracitato anche fuori le mura della ex città santa, e uno dei punti di riferimento di tutti gli scrittori che si andavano affacciando a Roma, per tentare di conquistarla o per esserne conquistati. Fu in contatto con Gabriele d’Annunzio, Salvatore Di Giacomo, Pietro Mascagni, Guglielmo Marconi, Ettore Petrolini, Massimo Bontempelli, Antonio Baldini, Giuseppe Prezzolini, Emilio Cecchi… Come pochi altri scrittori, visse esclusivamente (e modestamente) di proventi editoriali e di collaborazioni giornalistiche. Alcune sue abitudini esistenziali (le notti e le osterie, la mancanza di un lavoro stabile, la mai smentita scelta per una vita da scapolo) ne facevano una specie di bohemiensopravvissuto, che peraltro viveva la propria scelta con il disincanto tutto romano di chi vede la propria e altrui esistenza dall’alto di una saggezza superiore. D’altra parte «Adamo chiese: E come vôi che faccia / a conservamme l’anima innocente / se Dio me fabbricò co’ la mollaccia?» (L’Omo). L’incontro mette in scena gli aspetti fondamentali della scrittura di Trilussa. 

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di Ettore Petrolini

Memorie, sketch, monologhi, canzoni

Sabato 25 luglio, ore 21 

Attore, autore, drammaturgo, attore, cantante, sceneggiatore, scrittore in prosa e in versi, in italiano e in dialetto, Ettore Petrolini è considerato uno dei massimi interpreti di quelle forme di spettacolo considerate minori, come il teatro di varietà, la rivista, l’avanspettacolo, ma anche commedie vere e proprie, e testi di intensa drammaticità. Riassumendo in sé l’attore e l’autore, Petrolini ha inventato un repertorio e una maniera, che hanno profondamente influenzato il teatro comico italiano del Novecento. Artista completo, insuperabile interprete della beffarda anima romanesca, della quale diede a teatro i saggi più saporiti, in un succedersi impetuoso di motti, battute, tu per tu col pubblico, di corrosive macchiette, Petrolini ebbe un enorme successo anche in Europa e nelle due Americhe; in Italia si interessarono di lui critici, intellettuali e scrittori, fra cui F. T. Marinetti, che vide nei nonsense e nelle assurdità di Petrolini un riuscito esempio di umorismo futurista. L’incontro ci fa conoscere il Petrolini macchiettista, il narratore, il poeta. 

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