Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Il parco naturale delle Cannuceta, il percorso ad anello tra sorgenti, cunicoli e alberi secolari

A pochi chilometri dal centro abitato, il comune di Castel San Pietro Romano ospita la cosiddetta Valle delle Cannucceta, un’area naturale protetta, dichiarata Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 1995, ed essenziale ai fini della conservazione del patrimonio naturale dei monti Prenestini.

Domenica mattina 30 giugno escursione al Monumento Naturale Valle delle Cannucceta. L’escursione sarà sotto la guida del maestro Gasbarri
Info e prenotazioni 366 2122196.

Difficoltà: facile (E=escursionistica)
Lunghezza: 6 km
Dislivello: 200 m circa
Durata: 4 ore
Attrezzatura: Indossare abbigliamento sportivo a strati, scarponcini da trekking o scarpe con suola scolpita, k-way. Portare acqua e spuntini (frutta/snack) e pranzo a sacco, occhiali da sole, protezione UV e cappello.

L’area protetta comprende il magnifico bosco delle Cannucceta costituito da una grande quantità di piante, dalle notevoli dimensioni, tra cui si possono annoverare degli splendidi esemplari di acero, cerri, carpini, tigli e roverelle (querce). Una di queste viene localmente detta “Del Pierluigi”, infatti, la tradizione vuole che l’albero sia stato compagno del grande compositore rinascimentale Giovanni Pierluigi da Palestrina, il quale si sarebbe recato proprio all’interno del bosco delle Cannucceta per cercare ispirazione per le sue composizioni e ristoro dalla calura. Un corso d’acqua fornisce umidità sufficiente all’ambiente e permette la crescita e lo sviluppo di un notevole numero di felci. A seguito del particolare microclima, nel bosco è presente anche il faggio.

Si parte dalla chiesa di Santa Maria del Montirolo e qui si seguono le indicazioni per il Monumento naturale della Valle delle Cannuceta.

La fauna è rappresentata particolarmente dagli uccelli tipici degli ambienti boschivi, come il picchio verde, il picchio rosso maggiore, l’upupa e il picchio muratore, che trovano rifugio tra i tronchi dei maestosi alberi, mentre tra le fitte ramificazioni si trovano lo scoiattolo meridionale, il ghiro e l’arvicola. Nell’area protetta della Valle della Cannucceta trovano rifugio anche i rapaci notturni come civette e barbagianni e accanto al fosso, tra le foglie della lingua cervina, sui massi ricoperti di muschi e licheni, si trova la piccola salamandra dagli occhiali.

All’interno del parco sono presenti inoltre le sorgenti dell’acquedotto romano delle Cannucceta che rifornì la città di Praeneste dall’antichità fino agli anni Settanta del secolo scorso. La sua costruzione si data probabilmente al VI secolo a.C., in concomitanza con la realizzazione delle mura poligonali. Il condotto, che raggiunge una lunghezza di 2560 metri, è stato scavato con la tecnica di origine greco-orientale dei due cunicoli contrapposti che si dirigono, a progressione cieca, fino al punto del loro incontro.

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