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Il sogno di Dimitrije: a 15 anni incanta Valmontone con la sua fisarmonica e una storia che emoziona

di Laura Ferri

C’è un momento in cui la musica smette di essere soltanto una successione di note e diventa racconto, sacrificio, speranza. È quello che è accaduto domenica 26 luglio, nella splendida cornice di Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, durante il Concerto di Fisarmonica che ha visto protagonisti gli allievi della terza edizione della Masterclass Internazionale estiva diretta dal maestro Pietro Roffi.

Tra i tanti giovani talenti saliti sul palco, uno in particolare ha lasciato il segno. Non solo per la qualità della sua esibizione, ma per la storia che porta con sé. Si chiama Dimitrije Milojkić, ha appena 15 anni ed è già considerato uno dei più promettenti fisarmonicisti della nuova generazione serba.

Dietro il suo sorriso timido e le mani che scorrono con sorprendente naturalezza sulla tastiera della fisarmonica, c’è un viaggio lungo centinaia di chilometri, fatto di rinunce, sacrifici e di un amore familiare che rappresenta la più bella colonna sonora del suo percorso.

Dimitrije è nato a Belgrado nel 2010 ed è cresciuto a Koraćica, vicino a Mladenovac. A soli sette anni ha preso in mano la sua prima fisarmonica, iniziando gli studi alla Scuola di Musica “Stevan Hristić”. Da quel momento il talento ha iniziato a parlare da solo. Ha concluso il percorso come miglior allievo della sua generazione e oggi frequenta la prestigiosa Scuola Secondaria di Musica “Dr Miloje Milojević” di Kragujevac sotto la guida del professor Vladimir Mandić.

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Nonostante la giovanissima età, il suo curriculum farebbe invidia a molti musicisti adulti. Primi premi, riconoscimenti speciali e successi in concorsi internazionali lo hanno portato ad esibirsi in Serbia, Italia, Spagna, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Russia e persino negli Stati Uniti, diventando uno dei volti più promettenti della fisarmonica serba. Ha inoltre partecipato al progetto internazionale “The Accordion Bringing the World Together”, che ha riunito giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo.

Ma ciò che rende davvero speciale Dimitrije non è soltanto il talento.

Per raggiungere Valmontone e prendere parte alla masterclass del maestro Pietro Roffi non è arrivato da solo. Con lui c’era tutta la sua famiglia: mamma, papà e i suoi due fratellini più piccoli. Un viaggio affrontato insieme, con entusiasmo e determinazione, perché quando un sogno appartiene davvero a una famiglia, ogni chilometro percorso diventa un investimento nel futuro.

È impossibile non rimanere colpiti osservando questa famiglia unita. I genitori credono profondamente nelle capacità del figlio e, con discrezione e amore, stanno affrontando sacrifici importanti per permettergli di continuare a studiare, crescere e confrontarsi con i migliori maestri internazionali.

E c’è un dettaglio che rende questa storia ancora più bella: uno dei fratellini ha già iniziato a seguire le orme di Dimitrije, avvicinandosi anch’egli alla fisarmonica. È la dimostrazione che la passione, quando nasce in una casa piena di amore e di musica, diventa contagiosa e attraversa le generazioni.

Durante il concerto di Valmontone, Dimitrije ha dimostrato una maturità artistica sorprendente. Sul palco non si è visto soltanto un ragazzo di quindici anni, ma un musicista capace di emozionare, di raccontare attraverso il suono e di instaurare un dialogo silenzioso con il pubblico. Ogni brano sembrava parlare della sua storia, dei sacrifici affrontati e della forza dei sogni coltivati con pazienza.

Il suo obiettivo è chiaro: diventare un musicista affermato.

Guardandolo suonare, viene naturale pensare che abbia davvero tutte le carte in regola per riuscirci. Il talento è evidente, ma ancora più evidente è la disciplina con cui lo coltiva e l’affetto di una famiglia che gli cammina accanto passo dopo passo.

Il concerto di Valmontone ha regalato al pubblico una serata di grande musica, ma soprattutto ha ricordato che dietro ogni giovane artista c’è molto più di una performance. Ci sono ore di studio, sacrifici, viaggi, speranze e genitori che scelgono ogni giorno di credere nei propri figli.

E forse il ricordo più bello di questa serata resterà proprio quello di Dimitrije Milojkić: un ragazzo di quindici anni arrivato dalla Serbia con una fisarmonica tra le mani, una famiglia al suo fianco e un sogno nel cuore. Un sogno che, ascoltandolo suonare, sembra già aver imboccato la strada giusta per diventare realtà.