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In fila tra banche e supermercati, il giorno dopo il decreto tra San Cesareo e Cave


Cosa è cambiato da stamattina

Sembra un sabato mattina ai Monti Prenestini, non certo un normale giorno feriale, all’indomani del Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte che estende le misure restrittive della zona arancione a tutto il territorio nazionale per contrastare il coronavirus.


Innanzitutto le strade sono meno affollate, proprio come un giorno festivo o prefestivo. Davanti ad alcuni supermercati, banche e farmacie, si sono formate delle file. Fa caldo, un anticipo di primavera, ma molti si coprono fino al naso con vistose sciarpe. Alcuni anche con le mascherine, dei tipi piu’ diversi (da quelle di fabbro a pittore).

L’ingresso e’ contingentato – ma non sempre – per far rispettare il metro di distanza regolamentare del ‘distanziamento sociale’ tra una persona e l’altra. E’ il caso, per esempio, delle farmacie comunali di Colleferro e Palestrina, che fanno entrare fino a 2 persone e davanti a una filiale di banca a Zagarolo. La stessa scena si riscontra in altre località come San Cesareo, dove la fila davanti al supermercato di Via Casilina ha raggiunto anche un centinaio di metri, con tanto di consegna di numeretti per far rispettare il turno, invadendo parte della carreggiata.

Il personale chiede il rispetto della distanza anche all’esterno. In alcuni casi si riesce a mantenerla all’interno, in altri non del tutto. Anche i bar cercano in tutti i modi di far rispettare la nuova regola, richiamando all’ordine la clientela. E il personale indossa rigorosamente i guanti.

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