Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

In “viaggio” su un vagone degli anni ’40 alla scoperta della campagna romana e dei Monti Prenestini

“Un itineracconto nella campagna romana” è il progetto realizzato dalla Fondazione per la Ferrovia-Museo della Stazione di Colonna in collaborazione con Federico Florindo, giovane professionista della narrazione visuale.
Il progetto è stato ideato e sviluppato nell’ambito del programma “Visioni di paesaggio. Tra arte, scienza e letteratura” del Sistema Museale dei Castelli Romani e Prenestini Museumgrandtour, un’articolata serie di mostre che ha avuto inizio a novembre 2018 e che continuerà fino alla prossima estate per raccontare in modo avvincente le dimensioni storico-culturali del territorio dei Colli Albani e dei monti Prenestini.

Il programma del Sistema Museale è stato finanziato dalla Regione Lazio con l’avviso pubblico “La Cultura fa Sistema”, volto alla valorizzazione dei sistemi di servizi culturali e allo sviluppo di strategie di coinvolgimento delle comunità locali. Come già accaduto in numerose occasioni presso la Ferrovia-Museo, sono state presenti le amministrazioni del Comune di San Cesareo, per pertinenza territoriale, e del Comune di Colonna per legame storico. Entrambe le Amministrazioni hanno patrocinato il progetto della Fondazione, consapevoli dell’importanza che si è voluta dare ai territori ed alle sorprendenti suggestioni che ancora oggi può regalarci il paesaggio.

Il progetto, che ha visto i suoi creatori impegnati in una fase di ricerca e nella conseguente pubblicazione di un volume a stampa e di una piattaforma digitale (www.itineracconto.it), è stato presentato al pubblico e alle autorità dal giovane co-ideatore e progettista Federico Florindo nella suggestiva cornice di un convoglio ferroviario dei tardi anni ‘40: scopo dell’iniziativa, racconta Federico, è «raccontare e immortalare una porzione del nostro territorio, riscoprirne le suggestioni, celebrarne il fascino profondo. Sul percorso della ferrovia scomparsa abbiamo esplorato i paesaggi cercando di condensarne impressioni ed emozioni».

Nel volume pubblicato, i testi ed oltre venti fotografie raccontano scorci e panorami che la ferrovia attraversava nel secolo scorso tra Pantano Borghese (Monte Compatri) e Genazzano, ripercorrendo anche l’affascinante tratto della diramazione San Cesareo-Frascati, mai ripristinata dopo le distruzioni dell’ultima guerra.
Per la giornata di presentazione è stato scelto di ospitare alla Ferrovia-Museo alcune eccellenze del territorio: Else Edizioni, laboratorio artigianale di editoria serigrafica di Tor Pignattara, ha proposto un’attività di stampa di un’illustrazione in tiratura limitata; lo Chef Giustino Pezzetta dell’Osteria Il Bersagliere di Colonna ha tenuto un ‘momento di storicità gastronomica’ dedicato alla conoscenza e alla preparazione del carciofo, prodotto tipico dei nostri territori e della stagione primaverile; la Dott.ssa Jessica Papi, giovane laureata in storia dell’arte, ha tenuto una conferenza intitolata “La campagna romana nella vita e nell’arte di Duilio Cambellotti”, dedicata al famoso artista del ‘900 che tra le numerosissime opere ha decorato, a Colonna, l’abside della chiesa parrocchiale; l’Antica Norcineria Lattanzi di Laghetto ha allietato gli ospiti con una ‘degu-stazione’ di prodotti tipici del territorio; infine, una selezione di fotografie raccolte dall’amica della Fondazione Lucia Santamaria ha ripercorso l’ultimo secolo di storia del nostro paesaggio rurale. «Tornare ad ascoltare, percepire la voce dei nostri territori significa poter comprendere meglio le nostre realtà sociali, imparare nuove categorie per ripensare i nostri spazi perché siano più sani».
Questo lo spirito con cui i creatori del progetto lo hanno portato avanti e presentato al pubblico, esternando il sincero augurio che l’iniziativa possa suscitare nei prossimi mesi l’interesse delle scuole e delle famiglie del territorio, perché l’amore per il paesaggio sia riscoperto anzitutto dai più giovani membri delle nostre comunità. La conferenza si è tenuta all’interno di uno storico treno degli anni 50/60 delle ferrovie dello Stato.