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INTERVISTA – “Riaprite il caso della scomparsa di Giancarlo Chialastri”


Le novità sul caso. A colloquio con il nipote Giulio Chialastri

È stato un caso “chiuso un po’ con troppa fretta”, secondo i famigliari, quello della scomparsa di Giancarlo Chialastri, svanito nel nulla la sera del primo giugno 2017. Tra poco ricorreranno i tre anni dalla scomparsa del 46enne e i suoi cari non vogliono darsi pace. Monti Prenestini ha incontrato Giulio Nanni, nipote di Giancarlo, per conoscere le richieste della famiglia e capire un po’ di più sulla vicenda.

Innanzitutto vorremmo capire se a distanza di quasi tre anni dalla scomparsa ci sono novità sulla vicenda.

L’unica novità è che qualche mese fa le forze dell’ordine si sono presentate presso le nostre famiglie per prelevare il dna di ciascuno. Non è dato sapere il perchè. È una prassi? Forse ci sono sviluppi? Aspettiamo.

Che cosa dicono le carte dell’inchiesta?

Per le forze dell’ordine il caso è stato chiuso come allontanamento volontario. Non sarebbero stati trovati elementi utili per pensare a una tesi di omicidio e quindi la vicenda è stata archiviata subito in fretta.

Perché dici in fretta?

Perchè ci sono tre solleciti della procura di Tivoli, che chiedono appunto un’archiviazione, come se questa fosse la soluzione.

E qual è la vostra idea?

Non abbiamo naturalmente prove certe, ma credo sia ancora lecito in questo Paese avere quanto meno dei sospetti. Noi abbiamo segnalato delle anomalie nella vicenda, come l’eliminazione dei volantini che denunciavano della scomparsa di mio zio. Oppure i ritardi nella consegna di alcuni filmati di un forno in via Prenestina. O ancora diversi episodi di strane presenze notturne attorno alla mia casa. Episodi che non hanno proprio a che fare con un allontanamento volontario.

Dove sarebbe potuto andare tuo zio?

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L’unico tragitto che faceva era per andare a Cave, a San Bartolomeo o al centro commerciale I Platani al massimo. Si muoveva a piedi, dunque percorreva qualche chilometro per sbrigare delle faccende o incontrare qualche amico. Era in cura al Cim, aveva qualche problema, ma era un buono e non ha dato mai fastidio a nessuno.

Non credi che possa avere perso l’orientamento nei boschi di queste zone?

E nessuno ha visto nulla? E nessuno in questi anni ha trovato eventuali resti? Un corpo non può sparire così. Non era un tipo che si avventurava nelle macchie. Per come lo conosciamo noi, escludiamo questa ipotesi.

Il suo caso è stato accostato anche a quello della scomparsa di Stefano Scuderi, avvenuta qualche mese prima. Tu ci credi?

È una delle possibilità. In sede di indagini i carabinieri ci hanno condotto attorno a un albero di via Colle Sant’Agapito, vicino casa di Scuderi. In quell’occasione mi sono recato personalmente presso la casa di Scuderi e ho notato che il cancello era rotto, qualcuno era entrato in casa e aveva rubato.

E quale potrebbe essere l’ipotesi?

Che zio abbia visto qualcosa che non doveva vedere. Poteva essere da Scuderi oppure al forno in via Prenestina che solitamente frequentava. Non lo sappiamo e non lo sapremo mai forse. Io, mia nonna e i miei famigliari di certo non lo abbiamo dimenticato e faremo di tutto per trovare la verità.

??CONTINUA A RIMANERE INFORMATO: METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA??


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