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La famiglia Barberini apre le porte del Palazzo: il ninfeo e le opere d’arte

a cura della redazione

 

Sarà una giornata storica quella di domenica per la città di Palestrina: dopo anni apre le porte Palazzo Barberini.

L’iniziativa è dell’Associazione culturale Palazzo Barberini Palestrina nata con la finalità di promuovere, valorizzare e divulgare il patrimonio storico culturale e tradizionale della famiglia Barberini ed in particolar modo i feudi prenestini.

a zagarolo

La parte privata di Palazzo Barberini – che si differenzia dalla parte pubblica donata allo Stato negli anni Cinquanta ed è sede del Museo Archeologico Nazionale – ha un accesso privato situato in Via dei Merli ed è tuttora residenza del principe Benedetto Barberini, custode di questo scrigno meraviglioso che tra i suoi preziosi tesori racchiude il Ninfeo, il Salone di Urbano VIII e la Chiesa di Santa Rosalia.

Palazzo Barberini fa parte dell’Associazione delle Dimore Storiche Italiane (ADSI) e della Rete delle Dimore storiche del Lazio.

Per info e costi:

info@palazzobarberinipalestrina.it

La visita

Il palazzo ha un accesso privato, situato nella laterale Via dei Merli, che conduce al giardino del principe, il cosiddetto Ninfeo Barberini, suggestiva quinta scenografica realizzata nella seconda metà del Seicento. Da qui si accede alle stanze visitabili dell’appartamento tra le quali spicca il Salone di Urbano VIII, un ambiente interamente affrescato dove il pontefice amava accogliere gli ospiti durante i suoi soggiorni a Palestrina.

Lo spettacolo prosegue affacciandosi dal giardino d’inverno sulla terrazza della chiesa di Santa Rosalia, la cappella palatina dei principi Barberini, da cui si gode di una vista mozzafiato su tutto il panorama circostante.

La chiesa, terminata nel 1660, è opera dell’architetto Francesco Contini. Il suo interno si presenta completamente decorato in stile barocco con apparati marmorei di rivestimento arricchiti da un ciclo di sculture opera di Bernardino Cametti. La tela di Francesco Reali, copia di Carlo Maratti, rappresenta Santa Rosalia che difende la città di Palestrina dalla peste. Nella Sala dei Depositi, musealizzata di recente, sono conservate alcune sepolture di famiglia. Qui è stata esposta anche la Pietà di Palestrina, opera attribuita a Michelangelo, oggi conservata alla Galleria dell’Accademia di Firenze.

Per info e costi:

info@palazzobarberinipalestrina.it