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La Mentorella e il “miracolo” di Kircher: alle origini del monastero

`E uno dei luoghi più affascinanti dei Monti Prenestini, una meta entrata nel cuore di migliaia di pellegrini e appassionati di trekking che ogni anno si recano in questo luogo per una visita tra natura e fede., Stiamo parlando delil Santuario Mariano della Mentorella (foto), costruito secondo la leggenda nel luogo del miracolo e della conversione di sant’Eustachio, abbandonato da ormai troppo tempo e con l’arrivo di un uomo straordinario che ne avrebbe cambiato le sorti: Athanasius Kircher (foto in basso), che oggi dà il nome a uno dei percorsi di arrampicata più belli della provincia di Roma (LEGGI QUI)

Kai Poke Palestrina
A Palestrina
Il profilo di Kircher

E’ il 1661.

Athanasius (che in greco significa Immortale) è un gesuita tedesco, un uomo dotato di un’erudizione sconfinata, autore di decine di tomi enciclopedici con meravigliose illustrazioni, conoscitore di 24 idiomi, fondatore di un Museo definito Teatro di Natura e d’Arte, presso il Collegio Romano. Vive a Roma da più di vent’anni ed è un docente di Matematica e Lingue Orientali.

Lo conoscono e lo ammirano tutti i potenti del suo tempo, con alcuni di loro (più di 700 persone) intrattiene frequenti e interessanti scambi epistolari.

Amico e mentore dell’eccentrica e coltissima Cristina Alessandra (la Regina di Svezia che aveva rinunciato alla corona e si era convertita al Cattolicesimo, una delle quattro donne sepolte in San Pietro in Vaticano), con la quale discute, tra le tante cose, di misteri alchemici.

Legatissimo a Gian Lorenzo Bernini (che per un incredibile destino, morirà il giorno dopo di lui), con il quale collabora in due opere scultoree romane: la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona e L’Elefantino della Minerva. Entrambe le opere hanno come punto focale gli Obelischi. Gli Obelischi, i geroglifici sono una vera e propria passione per Kircher. Ritiene il mondo egizio depositario delle antiche verità cosmologiche e del sapere dell’Oriente intero. Nel suo Museo riproduce diversi obelischi in legno che dispone in modo attento, come simboli che intendono collegare il terreno e l’ultraterreno. Alcuni di essi sono ancora visibili all’interno del Liceo Visconti a Roma; il Museo purtroppo non esiste più, smembrato nel tempo e in particolare nel 1870, quando nell’edificio del Collegio Romano fu collocato il primo liceo della nuova capitale di Italia.

Ed è un vero peccato perché la Wunderkammer, la “Camera delle Meraviglie” di Kircher deve essere stata qualcosa di veramente eccezionale. Gli oggetti collezionati erano suddivisi principalmente in due categorie. La prima riguardava i NATURALIA, scelti seguendo il criterio dell’eccezionalità. Immaginate Cristalli, Metalli, Fossili, Animali Esotici impagliati. E’ proprio qui che certamente Bernini ebbe occasione di vedere un Armadillo, che poi riprodusse nella simbologia riferita al Continente Americano accanto alla Statua del Rio della Plata a Piazza Navona (foto dettaglio Armadillo nella Fontana dei Fiumi). La seconda categoria raccoglieva gli ARTIFICIALIA: lanterne magiche antesignane del Cinema, Organi Matematici antenati dei calcolatori elettronici, automi parlanti, organi idraulici, orologi.

 

 

Spesso Kircher ricostruiva macchine di famose invenzioni dell’antichità e questo rendeva il suo Museo assolutamente unico al mondo! Potremmo facilmente dire che il Museo Kircheriano con la sua spiccata funzione didattica (insegnare divertendo) è davvero un precursore dei tempi, anche dei fablab e dei Makers di oggi.

Nel Museo erano presenti strumenti musicali di vario genere e questo racconta del suo interesse particolare verso la Musica. L’ordine del mondo ha per Kircher un carattere essenzialmente musicale. Ciò è al centro della sua opera Musurgia Universalis (1650) dove Dio è rappresentato come un “Musico Supremo” che, accordando e suonando un organo a canne, aveva creato il cosmo e determinato l’armonia dei suoi elementi.

E ancora carte geografiche, telescopi e microscopi, un’importantissima collezione archeologica, strumenti per misurare la temperatura e l’umidità, ma anche elementi improbabili che dovevano stupire e meravigliare come la coda di una sirena e le ossa di un gigante.

Tra i suoi studi più interessanti quelli di vulcanologia, sui terremoti e sul magnetismo.

 

La gita di Kircher alla Mentorella

 

Un giorno decide, assieme a un suo compagno, di fare un’escursione sulle montagne limitrofe per cercare i resti di un’antica località e camminando per un faticoso sentiero giunge sulla cima di una Rupe. In mezzo alla folta vegetazione scorge i resti di un edificio in abbandono. Kircher si addentra in quella che comprende essere stata una bellissima chiesa e viene accolto da un volto di Madre che lo sta aspettando. E’ Maria con in braccio il Bambino che la cinge affettuosamente, raffigurata in una bellissima statua lignea risalente alla fine del XII secolo.

Lui apre il suo cuore e ascolta le parole della Vergine: “GUARDA, SONO QUI IN QUESTA TERRA SELVAGGIA, DIMENTICATA DA TUTTI. NESSUNO SI PRENDE CURA DI ME, DELLA MIA CHIESA E DI QUESTO LUOGO SACRO DOVE, UN TEMPO, GLI UOMINI MI TRIBUTAVANO TANTI ONORI”.

Da quel momento e per i prossimi dieci anni Athanasius si occupa del restauro del Santuario. Grazie alla sua spiccata personalità riesce in breve tempo a raccogliere i fondi necessari. Donazioni arrivano da Sovrani (Maria Teresa d’Austria e Leopoldo II, Pietro d’Aragona Vicerè di Napoli), Papi (Alessandro VII, Clemente IX e Clemente X), nobili (Conte di Wallenstein) e alti prelati.

Fa costruire un edificio con quindici stanze per ospitare i visitatori e una scala di pietra per raggiungere una cappella che dedica a Sant’Eustachio.

Qui stabilisce una Missione di Gesuiti, lui stesso vi abiterà per tre anni.

Istituisce una festa per San Michele Arcangelo (29 Settembre) che ogni anno sarà celebrata e richiamerà molte persone concedendo loro un’indulgenza.

A questo proposito per richiamare i fedeli alle più solenni celebrazioni utilizza una sua invenzione, nota come “I PORTAVOCE DELLA MENTORELLA”. Si tratta di giganteschi megafoni posti in punti particolari che, grazie ai suoi studi sulla propagazione del suono, sfruttando i venti e l’eco, sono in grado di far giungere i messaggi a chilometri di distanza. (foto da Phonurgia Nova, Kircher 1673).

 

 

A un suo amico scrive che alla Vigilia di Pentecoste aveva parlato dalla Mentorella ai paesi che si trovavano fino a cinque miglia di distanza e che il giorno seguente si erano presentate alla funzione duemila persone che avevano udito “la voce che scendeva dal cielo”.

I megafoni puntavano verso vari paesi tra cui Siciliano, odierna Ciciliano, Gerano e Cerreto!

La Madonna delle Grazie della Mentorella e la storia di Placido/Eustachio furono narrate da Athanasius nell’Historia Eustachio Mariana.

L’uomo che si faceva calare nel cratere del Vesuvio per studiare da vicino i fenomeni vulcanici, grande ingegno e specchio dei suoi tempi, colui che ha ispirato artisti, scienziati, scrittori (Umberto Eco) e sceneggiatori del cinema, prima di morire espresse le sue volontà.

Il suo cuore doveva essere sepolto ai piedi della Madonna della Mentorella.

E così dopo la sua morte avvenuta a Roma il 27 Ottobre 1680, Athanasius, l’Immortale lasciò questa terra e il suo cuore riposa accanto a Maria.

Il nodo segreto che lo ha legato per sempre a questo luogo forse è il senso di pace e vicinanza alla Natura e al Creato, che ancora oggi si percepisce alla Mentorella.

Noi siamo parte del Tutto.

Ci sono luoghi che hanno un’anima, un cuore, sta a noi riconoscerli.

Dal 1857 il Santuario è custodito dai Padri Resurrezionisti Polacchi. Fu un luogo molto amato da Papa Giovanni Paolo II, che qui soleva venire a pregare da Cardinale. Una volta Papa vi fece la sua prima uscita ufficiale dal Vaticano, tornandovi in seguito più volte.