Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

La Valle de Le Cannuceta. Risalendo l’antica sorgente di Praeneste

I sassi sotto le scarpe e il cuore pieno di battiti. Parafrasando una canzone di Jovanotti, non si può non rimanere affascinati dopo un’escursione nella Valle de Le Cannuceta, monumento naturale di Castel San Pietro Romano, una delle bellezze naturalistiche da non perdere nel territorio dei Monti Prenestini.

Le pietre del lungo percorso ad anello, lungo sei chilometri con andata e ritorno sulla strada provinciale per Capranica, raccontano le testimonianze di un’antica civiltà contadina. Qui venivano pastori e agricoltori, ma anche operai, ingegneri idraulici e commercianti. Una valle di ricchezze che dava lavoro a centinaia di persone, preziosa per il rifornimento idrico dell’antica Praeneste. Ancora oggi qui sopravvive una delle opere più straordinarie dell’epoca romana, un antico cunicolo di duemila metri scavato nella roccia, che partiva dalle vasche di raccolta delle acque de Le Cannuceta e arrivava nel quartiere de Lo Borgo di Palestrina per soddisfare i bisogni dell’antica popolazione prenestina.

Il percorso
Accompagnati dal maestro Vincenzo Gasbarri (guida Cai) si parte dalla chiesa di Santa Maria del Montirolo e si seguono le indicazioni per la Valle de Le Cannuceta. Le tappe: casa dell’acqua, sorgente de Le Cannuceta e quercia di Pierluigi. Ritorno attraverso il sentiero Folignano-Le Forme

Oggi la valle è uno dei tesori naturalistici più apprezzati dai turisti e dagli amanti del trekking. Da qui partono le escursioni per i Monti Prenestini. Quattro le direttrici di percorso: Monte Cervino (per raggiungere Capranica Prenestina), Sentiero dei Ladroni (verso Guadagnolo), Rocca di Cave e Cave.

L’area protetta comprende il magnifico bosco delle Cannucceta costituito da una grande quantità di piante, dalle notevoli dimensioni, tra cui si possono annoverare degli splendidi esemplari di acero, cerri, carpini, tigli e roverelle (querce). Una di queste viene localmente detta “Del Pierluigi”, infatti, la tradizione vuole che l’albero sia stato compagno del grande compositore rinascimentale Giovanni Pierluigi da Palestrina, il quale si sarebbe recato proprio all’interno del bosco delle Cannucceta per cercare ispirazione per le sue composizioni e ristoro dalla calura. Un corso d’acqua fornisce umidità sufficiente all’ambiente e permette la crescita e lo sviluppo di un notevole numero di felci. A seguito del particolare microclima, nel bosco è presente anche il faggio.

La fauna è rappresentata particolarmente dagli uccelli tipici degli ambienti boschivi, come il picchio verde, il picchio rosso maggiore, l’upupa e il picchio muratore, che trovano rifugio tra i tronchi dei maestosi alberi, mentre tra le fitte ramificazioni si trovano lo scoiattolo meridionale, il ghiro e l’arvicola. Nell’area protetta della Valle della Cannucceta trovano rifugio anche i rapaci notturni come civette e barbagianni e accanto al fosso, tra le foglie della lingua cervina, sui massi ricoperti di muschi e licheni, si trova la piccola salamandra dagli occhiali.
All’interno del parco sono presenti inoltre le sorgenti dell’acquedotto romano delle Cannucceta che rifornì la città di Praeneste dall’antichità fino agli anni Settanta del secolo scorso. La sua costruzione si data probabilmente al VI secolo a.C., in concomitanza con la realizzazione delle mura poligonali. Il condotto, che raggiunge una lunghezza di 2560 metri, è stato scavato con la tecnica di origine greco-orientale dei due cunicoli contrapposti che si dirigono, a progressione cieca, fino al punto del loro incontro.

All’interno dell’area si possono osservare anche gli antichi forni per la produzione della terracotta. Da non perdere una tappa alla fonte dove sgorga l’acqua de Le Cannuceta e una sosta sotto la quercia di Pierluigi.

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