Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

La via Francigena da Palestrina, a piedi tra i tesori nascosti e il percorso degli Acquedotti

Tra i percorsi più suggestivi della via Francigena nel sud percorrendo l’antico tracciato dei pellegrini che conduce fino a Roma troviamo sicuramente la storica tappa che da Palestrina conduce a Gallicano nel Lazio costeggiando il Tondo di Zagarolo, uno dei tesori nascosti dei Monti Prenestini, gli acquedotti e il Ponte Amato di Gallicano nel Lazio.

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Il punto di partenza è fissato alla Madonna del Ristoro di via Ciciliano (incrocio con via Pedemontana) in prossimità delle scuole (foto in alto). Da qui, attraversando l’incrocio, si prende via della croce in direzione Zagarolo. Si tratta di un lungo tratto di due chilometri in pianura e discesa che sorpassando il centro abitato conduce verso campagne e terreni.

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 Ci incamminiamo quindi verso Zagarolo, visitabile con una deviazione dall’itinerario principale. Da qui seguiamo la lunga Strada del Pero, che costeggia il “Ludus” Gladiatorio, prima di arrivare a Gallicano. Percorriamo con la massima attenzione al traffico due antiche “tagliate”, e costeggiamo l’antico Ponte Amato prima di salire nel centro storico di Gallicano nel Lazio. Da qui è possibile tornare indietro a Palestrina, attraverso la via Pedemontana, attraverso preziosi basolati romani e platani secolari oppure dirigersi verso Zagarolo, dove si trovano la stazione ferroviaria sulla linea Roma Cassino e il nodo di scambio degli autobus direzione Casilina.

Il percorso
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Il Ponte Amato a Gallicano nel Lazio
Il Tondo di Zagarolo

Un po’ di storia…


Adagiato su una cima dei Monti Prenestini, nella zona compresa tra il bacino del fiume Sacco e l’Aniene, si estende il territorio di Palestrina. Il toponimo ha varie origini: Plutarco (45-127 d.C.) nelle Vite Parallele fa derivare l’origine dal nome greco prinistos (leccio), un albero diffuso in zona; Catone parla, invece, diPraeneste, dal latino praene (parte alta) e ste radice latina del verbo stare (stare nella parte alta).
“Nec Praenestinae fundator defuit urbis Volcano genitum pecora inter agrestia regem Inventumque focis omnis quem credidit aetas, Caeculus. Hunc legio late comitatur agrestis: Quique altum Praeneste viri, quique arva Gabinae Junonis […]”. Così Virgilio (70-19 a.C.), nel VII libro dell’Eneide, attribuisce la fondazione della città di Palestrina a Ceculo, figlio di Vulcano. L’antica Praeneste è menzionata in documenti risalenti all’VIII secolo a.C. quando i Latini, popolazione indoeuropea, si organizzarono nel Lazio in leghe di carattere politico; la cittadina, durante le lotte civili di Roma, schieratasi dalla parte del console Mario (157-86 a.C.), venne sottomessa da Silla (138-78 a.C.) che la trasformò in una colonia militare. Durante il periodo medievale Palestrina divenne feudo dei conti di Tuscolo e l’atto di infeudazione, risalente al 970, rappresenta il primo documento storico ufficiale. Nel XIII il borgo divenne oggetto di contese tra la Santa Sede ed i Colonna; quest’ultimi, nel 1297, vennero scomunicati da papaBonifacio VIII (1235-1303), che li privò delle loro terre e fece distruggere la cittadina; nel 1306 venne ricostruita ed iniziò un periodo di tranquillità, interrotto quando la Curia, dopo l’esilio, fece rientro a Roma. Il cardinale Vitelleschi conquistò Palestrina nel 1436, ma l’anno seguente venne nuovamente distrutta e gli abitanti furono costretti ad abbandonare le proprie case per trovare rifugio nei territori circostanti. Nel 1447 i Colonna riuscirono a ristabilire rapporti meno turbolenti con la Chiesa, ottenendo ancora una volta il possesso di Palestrina che venne ricostruita. La città, nel 1572, divenne un principato e, nel 1630, venne ceduta ai Barberini. Durante il Risorgimento, si ricorda la vittoria, il 9 maggio 1849, di Garibaldi (1807-1882) sulle truppe di Ferdinando II (1810-1859) di Borbone, mentre la storia recente di Palestrina è segnata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che, oltre a causare morte e distruzione, consentirono la scoperta delle strutture del santuario della Fortuna Primigenia.

Informazioni tratte dall’Enciclopedia dei Comuni Italiani
Fonte: http://www.comune.palestrina.rm.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=category&id=21&Itemid=129

Fonte: La via Francigena verso sud, app e sito.