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Labico, riqualificata la ringhiera dell’antica fontana di epoca medievale


L’opera si è resa possibile grazie alla donazione della P&Z Service di Andrea Parrinello e Paulo Zulani

Un bel regalo di Natale per la comunità di Labico. E’ stata riqualificata la ringhiera della Fontana Medievale del paese, grazie alla donazione della P&Z Service di Andrea Parrinello e Paulo Zulani. Un lavoro coordinato dalle associazioni del Percorso delle Fonti, dall’assessore al decoro urbano Maurizio Spezzano e dall’assessore alle attività Produttive, Benedetto Paris. Un ringraziamento per questo nuovo gesto di generosità verso Labico, dal Sindaco Danilo Giovannoli e da tutta l’amministrazione comunale.

La fontana è inserita nel “Percorso delle Fonti”, indicato da apposita segnaletica con inizio e termine dal centro del paese, Piazza della Libertà, antico accesso al Castello di Lugnano (il nome di Labico fino al 1872). Da qui, scendendo per Vicolo Colonna, si raggiunge la stazione ferroviaria di Labico, dove passato il ponte è presente la prima delle fontane, chiamata il “Pantano”.

Successivamente, passando per un bosco con castagni secolari si raggiunge il fontanile della “Forma”, dove di recente sono venuti alla luce i resti di un ponte di età repubblicana. Procedendo si toccano le sorgenti della “Costa dei Casali”, successiva a questa, scoperta da poco tempo, quella chiamata per ora “Fontana delle Brocche”. Subito dopo c’è quella dei “Vignani”, dove ancora interrata c’è una vasca rotonda per la macerazione della canapa.

E da qui, poco dopo riprendendo il sentiero lasciato precedentemente si raggiunge il fontanile dei “Pischerelli”, dove c’è una prima area attrezzata per la sosta. Procedendo ancora si attraversa di nuovo la ferrovia e si raggiunge, tornando verso il paese, la caratteristica fontana di “Centogocce” e la vasca scavata interamente nel tufo che serviva per la macerazione della canapa.

Dopo circa un chilometro si rientra al paese, passando per il vecchio “Lavatoio” tuttora utilizzato, la cui acqua proviene da un cunicolo romano lungo circa 220 metri, e poco distante c’è la fontana del “Bottino” destinato alla raccolta delle acque provenienti da cunicoli artificiali sotterranei di epoca romana retrostanti alla stessa. Subito dopo, salendo lungo via della Fontana, si può ammirare il complesso degli “arnari”.

Il loro nome deriva da Arenarie, o cave di pozzolana. Terminata la salita, subito prima di Piazza della Libertà è possibile vedere un tratto di pavimentazione medievale, con una vasca che si può ritenere una Fonte “pubblica” posta sul vecchio tracciato della via Casilina.

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