Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

L’ascesa della “banda di Artena”: da bulli a criminali assassini


Droga, attività commerciali e violenze. La storia dei quattro

“Per te contro tutto e tutti con le mani come non ci fosse un domani ( FAMIGLIA)”. Così recita la frase del profilo Facebook di Gabriele Bianchi, uno degli arrestati insieme al fratello Marco, a capo di una vera organizzazione criminale definita dai media come la “banda di Artena”. Una frase, quella di Gabriele, accompagnata da tre emoji: una corona, un diamante e una pistola: dominio, ricchezza e violenza. Sono questi i tre cardini di un gruppo che si sentiva “onnipotente” sul territorio, dove voleva esercitare la propria forza con l’uso della violenza.

Come quella volta all’outlet di Valmontone, con l’aggressione a un addetto alla sicurezza o come venti giorni fa quando un vigile di Artena, che cercava di far rispettare le misure anti covid, ebbe la peggio.

Volevano apparire dei bravi imprenditori e c’erano quasi riusciti. La Rai e alcuni giornali avevano parlato proprio di Gabriele in periodo di lockdown, per essere riuscito “resistere” con una frutteria a Cori.

E non solo, avevano affari anche nella gestione di locali. I giornali locali hanno parlato in passato anche dei loro presunti meriti sportivi nella Mma (mixed martial arts), una delle discipline più violente. Dietro questi falsi miti il marcio di una vita, tra la droga e il recupero di crediti.

Così è proseguita la loro ascesa nel mondo criminale, tanto da “conquistare” anche il titolo di “banda di Artena”.

No, non siamo in presenza insomma di bulli o teppistelli ma di veri criminali, oggi anche assassini. Mario Pincarelli, di 22 anni, e Francesco Belleggia, un geometra 21enne, e un quinto giovane indagato solo a piede libero. 

Li hanno presi tutti e cinque nel locale “di famiglia” mentre bevevano tranquillamente birra. Dopo il fattaccio Gabriele aveva avuto il tempo di pubblicare sui social video umoristici. L’indiscrezione e’ trapelata in ambienti investigativi ma ha trovato conferma dall’orario vergato sul post della pagina social dello stesso Bianchi. 

Secondo le primissime indiscrezioni i quattro si sarebbero difesi dicendo agli inquirenti che “non volevano uccidere quel ragazzo”. 

Entro giovedì compariranno tutti davanti al gip per la convalida dell’arresto. Domani è invece atteso l’esito dell’autopsia sul corpo di Willy

 Gli aggressori del ragazzo italo-capoverdiano al momento devono rispondere di omicidio preterintenzionale ma se l’autopsia dovesse far emergere altri ed importanti dettagli il capo di imputazione potrebbe tramutarsi in quello di omicidio volontario.

SEGUI MONTI PRENESTINI BASTA METTERE MI PIACE





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: