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Le comunità castanicole d’Italia si incontrano a Capranica: così si rilancia l’economia locale

In attesa della sagra della mosciarella di domenica prossima, 12 dicembre, le comunità castanicole si sono incontrate a Capranica Prenestina per un nuovo progetto di rilancio del settore.

La prima giornata, aperta con la Menzione conferita dalla Commissione Cultura nell’ambito della IIIa edizione del Premio Nazionale del Paesaggio, ha avuto tra i protagonisti la Comunità Slow Food della Mosciarella, che di recente ha intrapreso un percorso di valorizzazione e recupero di questo importante prodotto della tradizione locale. Tra i relatori erano presenti il Presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, Valerio Novelli, rappresentanti dell’agenzia regionale ARSIAL e diversi docenti Universitari e ricercatori di varie università (Sapienza Università di Roma, Tor Vergata, Università La Tuscia di Viterbo). 

a San Bartolomeo

Una prima giornata ricca di spunti di riflessioni, che ha messo in evidenza il ruolo dell’area castanicola come habitat prioritario in grado di innescare processi partecipativi di sviluppo locale.

Nella seconda giornata, si è parlato di “Comunità di prodotto” e di mobilitazione delle comunità locali, in grado di riattivare processi economici legati alla tradizione, riletti secondo le chiavi di lettura della contemporaneità.

Presenti al tavolo ospiti d’eccezione: il Dott. Giovanni Teneggi, responsabile per ConfCooperative per la promozione di imprese di comunità, la Consigliera Eleonora Mattia, Cristiana Avenali dell’Ufficio di Scopo per i Piccoli Comuni ed esponenti dei Gruppi di Azione Locale provenienti da diverse parti d’Italia, come Mario di Lorenzo GAL – Alto Molise (Molise), Carlo Ricci – GAL Maiella Verde (Abruzzo), e Stefano Stranieri – GAL Montagna-Appennino (Toscana).

I rappresentanti regionali e gli esponenti dei GAL hanno evidenziato la necessità di una filiera burocratica chiara per l’avvio delle comunità legate al prodotto, segnalando come grazie ad azioni di animazione territoriale si possono incanalare energie verso azioni concrete in grado di generare futuro per i piccoli borghi.

Nel pomeriggio di sabato e nella domenica mattina i riflettori si sono accesi sulle comunità castanicole nazionali: è stato un grande onore, per la comunità locale della Mosciarella, accogliere le realtà provenienti da altre regioni. Un momento di condivisione, coordinato da Luigi Pagliaro – Presidente Slow Food Lazio, suggellato dalla consegna del “Manifesto delle Comunità Castanicole Slow Food” al Vice Presidente Slow Food Italia, Federico Varazi.

Un risultato di grande respiro, che getta le basi per la creazione della prima rete nazionale delle comunità castanicole italiane e affronta, in modo sistematico, le diverse criticità ma, soprattutto, le potenzialità che si stanno aprendo nel modo castanicolo.

Al tavolo di lavoro hanno partecipato, in presenza e online, numerosi rappresentanti di comunità e associazioni di settore italiano: Luca Caverni di Oltreterra, i custodi dei Castagneti Alpi Liguri,

Ettore Bozzolo, Guido Gonella e Adriano Danna, Maria Teresa Roperto e Maria Antonietta Mascaro della Comunità per la Tutela e Valorizzazione dei Castagneti del Reventino, Slow Food Campania, Stefano Fogacci – Consorzio Agro-Silvo-Castanicolo dell’Appennino Modenese, Marisa Raffaela Gigliotti – Referente Comunità Slow Food della Calabria, Domenico Pontillo – Slow Food Campania, Vincenzina Scalzo – Divulgatrice Scientifica ARSAC, Luigi Vezzalini – Associazione Città del Castagno.

Con un ospite d’eccezione: l’Onorevole Antonella Incerti della Camera dei Deputati, prima firmataria della prima legge nazionale sul recupero e valorizzazione del settore castanicolo.
I diversi momenti dedicati al cibo sono stati la perfetta sintonia tra la competenza dei professori dell
’Istituto Alberghiero “Rosario Livatino” di Cave e l’esperienza dei cuochi dell’Alleanza di Slow Food che, attraverso il supporto di ragazzi di cucina e sala dell’Istituto, hanno consentito ai partecipanti di degustare le Mosciarelle e i Marroni di Cave, protagonisti dei menù appositamente studiati per l’evento.

A Capranica Prenestina, borgo di 300 anime, si è dimostrato come a partire da un’area abbandonata e attraverso azioni di divulgazione e comunicazione ambientale, portate avanti dal Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini in stretta sinergia con l’Amministrazione comunale, si è riusciti ad avviare un laboratorio partecipativo di comunità che ha di nuovo rimesso al centro della vita cittadina la Mosciarella, emblema di un’antica tradizione ma anche una nuova opportunità per ripensare al futuro.