Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

“Le mie 15 ore da volontario nella Croce Rossa”


La storia di Gianluca, originario di Castel San Pietro Romano

Quarantacinquesimo giorno di quarantena. Le strade sono deserte, i cartelli sulla tangenziale recitano “Spostamenti solo per lavoro, salute e necessità”. É la prima volta che salgo dentro un’automobile dall’inizio del lockdown. Accenno un sorriso sotto la mascherina. Il mio amico Matteo passa a prendermi sotto casa alle 8 di mattina. “Sei pronto? La giornata sarà lunga”.

Mentre ci dirigiamo alla Sala Operativa Locale della CRI a Ponte di Nona mi spiega velocemente tutti i servizi che la Croce Rossa Italiana sta svolgendo durante questi giorni di quarantena: il Tempo della Gentilezza -servizio consegna domiciliare di farmaci e alimenti creato per l’emergenza pandemia-, SOS Famiglie -pacchi alimentari destinati a famiglie con basso valore ISEE-, Servizio emergenza ambulanza in convenzione con ARES 118, Trasporti Sanitari e l’Unità di Strada UDS servizio assistenza ai senza dimora- .

Questi sono gli aiuti che i circa 200 Volontari del Comitato 6 della Croce Rossa Italiana forniscono da Tor Bella Monaca a Rocca Cencia, da Borghesiana a Torre Maura; quartieri che insistono all’interno del Municipio Roma VI, 113 km quadrati per 257 mila abitanti, uno dei municipi più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia del COVID-19.

Mentre prendiamo un caffè, al centralino della Sala Operativa arriva la prima chiamata della giornata. Alessia scrive sulla lavagna l’ordine per i servizi di Pronto Spesa e Pronto Farmaco. La signora F* vive a Tor Bella Monaca ha paura di uscire da casa, il figlio si è trasferito al Trullo, non può spostarsi in un altro municipio e rischiare di contagiare la madre. “Signora non si preoccupi, andiamo noi a farle la spesa ed a ritirare il farmaco”, risponde Samantha, volontaria CRI da 5 anni. “Che dio vi benedica!”.

Ci dirigiamo in farmacia e sono emozionato per la mia prima uscita da volontario temporaneo. Dal finestrino posteriore della macchina, la luce radente e bluastra del mattino camuffa le forme squadrate e grigiastre delle residenze a torre. La campagna verdeggiante trasforma la percezione urbana del quartiere.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Via dei Tre Castagni, borgata di Finocchio, dove si trovano il parco mezzi e il magazzino. Dopo aver catalogato e smistato gli alimenti ricevuti in donazione dalla popolazione presso i punti di raccolta nei vari supermercati di zona, Roberto, coordinatore del settore sociale CRI, organizza i pacchi alimentari destinati alle famiglie. In fila ordinata e distanziata, le persone ritirano la scatola e con l’occasione ci confidano un po’ dei loro problemi dovuti alla crisi.

Arrivata la sera si parte con l’Unità di Strada per portare pasti caldi, coperte e assistenza ai “senza dimora”. Chiedo a Raffaele Tamalio, il presidente del Comitato CRI Roma 6, di potermi aggregare alla squadra UDS. Acconsente entusiasta. Il pulmino dalle fattezze di un’ambulanza è dedicato ad Ingla Galassi, volontaria scomparsa giovanissima che fino all’ultimo ha continuato a lottare per il prossimo.

Ci dirigiamo verso Via di Rocca Cencia. M*, uno degli assistiti, si avvicina barcollando e piangendo. “Aspetta non scendere e non fare foto, non lo vediamo bene, sembra che abbia bevuto” mi dicono i volontari. Hanno appena portato via la sua compagna E* perché febbricitante da giorni. Come la sua ragazza, M* è un senza dimora con problemi di tossicodipendenza. Vivono in uno spazio vitale ridistribuito in 5 metri cubi di muratura. Subito lo rassicuriamo, “Avete dormito sotto la pioggia per tre giorni, è normale che stia male”. M* sbraita ed inveisce contro di noi, forse per sfogare il suo dolore, la sua mancanza; poi si calma, cambia registro, e chiede se possiamo dargli altre coperte: le sue sono zuppe. Al tramonto la divisa dei volontari assume sfumature dorate.

Raggiungiamo Tor Bella Monaca, si alza una brezza primaverile, le tende a montaggio rapido di A* e M* fanno il verso alla forma cementizia della Chiesa di Santa Maria Madre del Redentore. M* ci dice che sta consumando più metadone del solito a causa dell’alienazione data dalla situazione di contenimento.

Tra la desolazione di una zona industriale fatta di capannoni prefabbricati e kitsch conosco F*, un tipo simpatico e dalla faccia buffa, parla con un accento a me familiare, proviene dal Piglio, paesino alle pendici dei Monti Simbruini non molto distante da Roma. Vent’anni fa faceva il pastore e produceva uva cesanese, ma ora fa il custode per dei capannoni a 40 euro a settimana. Vive tra le quattro lamiere con B*. Chiedo “Posso farti una foto?“ “Sì, basta che non mi fai finire in calera.”

Ci spostiamo di nuovo. Ormai non capisco più dove siamo, l’edificio è illuminato da una luce verde slavata: sembra l’oltretomba di un film fantasy. Da dietro la porta, una voce confessa “quando ero piccola sono stata un po’ cattivella”. G* vive nella sala riunione del condominio occupato insieme alla figlia disabile, sembra stare bene. Chiede assistenza per un amico che ha problemi di sensibilità in varie parti del corpo.

Sono le 22:51. Frastornati torniamo a casa, ci fermiamo su strada e chiacchieriamo un po’, dobbiamo scaricare la tensione. Matteo mi confida la difficoltà se non l’impossibilità ad aiutare chi non ha più niente, e la gente che ne ha bisogno aumenta.

Il giorno dopo arriverà un messaggio: E*, la ragazza febbricitante, è morta per COVID-19.

Visione offuscata e gambe molli, bocca secca e aumento della sudorazione: la paura mi blocca. Stavolta non è solo un numero nel bollettino delle 18:00 ma è una voce, ha un nome e qualcuno da lasciare.

Il Simbolo originale della Croce Rossa è stato scelto, nel 1864, in omaggio alla Confederazione Elvetica invertendo i colori della sua bandiera. Non ha valenza religiosa. Oggi, l’Associazione della Croce Rossa Italiana è un’organizzazione di volontariato che ha per scopo fondamentale difendere e proteggere la vita.

Principio cardine e guida del Movimento è e sempre sarà l’Umanità.

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