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Le polizie locali dei Monti Prenestini a lezione sulla riforma Cartabia

a cura della redazione

Le Polizie Locali di S. Cesareo, Palestrina, Gallicano nel Lazio, Colonna, Zagarolo, Montecompatri sabato 25 marzo 2023 presso l’aula consigliare del Comune di S. Cesareo, hanno seguito, dopo il saluto iniziale della Sindaca Alessandra Sabelli, il Corso formativo “Le indagini preliminari dopo la riforma Cartabia” organizzato gratuitamente dall’associazione ANASPOL e dalsindacato SULPL e tenuto dal Funzionario della Polizia Locale di Roma Alessandro Marchetti, in servizio presso la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Roma.

 

“Il Poliziotto Locale oggi viene chiamato dalle Procure della Repubblica a svolgere attività di indagine delegata sulle più svariate materie_ dai reati edilizi a quelli stradali ai codici rossi e questo ci  obbliga a tenere una formazione sempre costante, con lo scopo di poter rendere un sempre qualificato servizio alla cittadinanza e alle Autorità.” ha dichiarato Giuseppe Lamboglia, Comandante della Polizia Locale di S. Cesareo tra gli organizzatori del Corso

 

” La riforma Cartabia ha modificato molti aspetti delle indagini preliminari,” ha aggiunto Alessandro Marchetti, che è anche Segretario regionale SULPL“anche dal punto di vista dell’attività investigativa, che deve offrire al Giudice una serie più complessa di elementi di prova contro o pro l’indagato. La perplessità nasce nella trasformazione della procedibilità da ufficio a querela di alcuni reati, a cui spesso si trovano ad intervenire anche le Polizie Locali come polizie di prossimità. Nei casi di furto, danneggiamento,  violenza privata,  violazione di domicilio, lesioni personali, fatta eccezione per alcune circostanze aggravanti, con la riforma, si dovrà attendere la denuncia della persona offesa per far scattare il reato, senza la quale il ladro o il violento, se ne tornerà a casa sua come se nulla fosse successo.”

 

“Auspichiamo un veloce intervento del legislatore” ha concluso Marchetti “per tutelare i cittadini da questi reati predatori, non si possono strappare le pagine del Codice penale solo per far diminuire il numero di reati. Qualsiasi riforma non avrà successo se non si rinforzeranno le risorse umane a disposizione della Giustizia, per garantire una maggiore certezza del diritto e della pena, è assurdo che un Pubblico Ministero si trovi a dover gestire centinaia se non migliaia di procedimenti penali l’anno.”

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