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Le specie animali uniche dei Monti Prenestini: una straordinaria biodiversità


Dal Duvalius rossii all’Otiorhynchus: alla scoperta degli animali nostrani

Sui Monti Prenestini ci sono specie animali uniche, sono degli endemismi, cioè che vivono solo qua, in nessun’altra parte del mondo ce ne sono di uguali.

Il primo endemismo scoperto è stato il Duvalius rossii (Magrini & Vanni, 1991). E’ l’unico elemento troglobio (specie animali strettamente legate agli habitat cavernicoli che, vivendo esclusivamente all’interno di grotte e altri ambienti sotterranei con caratteristiche climatiche peculiari, hanno evoluto particolari adattamenti per la vita in queste condizioni) ad oggi conosciuto nei Monti Prenestini. 
Un altro degli endemismi scoperti da Roberto Casalini e da Enzo Colonnelli, dopo una ricerca basata in massima parte su materiale raccolto negli anni 1997-2013, è l’Otiorhynchus (Lixorrhynchus) hystricis.


In questo studio (https://www.researchgate.net/…/290123051_I_curculionoidei_d…) vengono elencate 468 specie rinvenute sui Monti Prenestini, un numero notevole. Quest’elevato numero di curculionoidei dei Prenestini, anche se in piccola parte derivato dall’inclusione degli scolitidi, si giustifica sia con il prolungato periodo di campionamento, sia con la notevole diversità di ecosistemi presenti nell’area studiata (Biscaccianti & Casalini, 2007). Un numero comparabile di curculionoidei (470 specie) raccolti in un’area collinare le cui dimensioni sono vicine a quella dei Prenestini è stato riportato da Lobl & Smetana (2013) per il molto più a lungo ed attentamente esplorato cantone di Ginevra in Svizzera, dove peraltro gli habitat sono molto diversi da quelli dell’area in studio.”


L’ultimo endemismo, rinvenuto, sempre da Casalini, è il Otiorhynchus (Otiorhynchus) praenestinus che prende proprio il nome dalla località di raccolta. Gli Otiorhynchus sono un genere di coleotteri curculionidi comprendente oltre 1500 specie; sia le larve che gli adulti sono fitofagi. Sono animali generalmente notturni. Gli adulti escono al crepuscolo dal loro rifugio sotterraneo e si arrampicano sul fusto della pianta da loro attaccata per raggiungere le foglie più giovani e cibarsene. Tornano poi sottoterra all’alba. Le larve vivono invece sottoterra e si nutrono delle radici, risultando dannose a un gran numero di piante. Le femmine della maggior parte delle specie si riproducono per partenogenesi.
Questi endemismi, che vivono in località particolari, sottolineano come in passato, ma ancora oggi, i Monti Prenestini fossero un territorio con una biodiversità notevole.

Rubrica a cura di Brain Community