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L’emergenza anziani, i casi di Gallicano e San Vito: così si combatte l’ultima battaglia


Rsa e asintomatici, i veri ostacoli da superare prima dell’avvio della fase 2

C’è ancora una sfida da vincere prima dell’avvio dell’annunciata fase 2 di cui si discute in queste ore in Parlamento: bloccare i contagi tra gli anziani nelle strutture di residenza assistita. Lo ha confermato ieri il bollettino della Regione Lazio e lo hanno confermato gli ultimi dati a livello locale, dove sono stati tre i casi denunciati nelle ultime ore a Gallicano nel Lazio e a San Vito Romano.

Tre persone anziane ricoverate in ospedale che hanno fatto scattare, come da profilassi, ulteriori controlli a catena. Così ieri sono emersi ulteriori 6 positività a Gallicano, mentre oggi a San Vito Romano sono attesi gli esiti di ulteriori tamponi.

Situazioni “tipo” che si ripetono in molti comuni dove è esplosa la “bomba delle residenze sanitarie”, con storie pressoché simili a Olevano Romano, Carchitti, Zagarolo e San Cesareo.

Davanti al rischio di una strage di anziani nelle case di riposo e nelle Residenze sanitarie assistite, com’è avvenuto in Lombardia, la Regione Lazio è corsa recentemente ai ripari trasferendo chi è affetto da coronavirus in strutture dedicate, per evitare una promiscuità che metterebbe a rischio la salute delle altre persone presenti, lavoratori compresi.

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È l’ostacolo del momento, quello che contribuisce ogni giorno a far impennare (seppur in maniera minore) la curva dei contagi. Ma se sul problema delle Rsa si sta ponendo rimedio, sul caso degli asintomatici il problema è ancora oggetto di dibattito tra gli scienziati anche in via dell’atteso inizio della fase 2.

Secondo quanto riportato dal British Medical Journal, su una elaborazione di dati condotti in Cina, ben quattro pazienti Covid-19 su cinque sarebbero asintomatici. Le autorità cinesi lo scorso primo aprile hanno iniziato a pubblicare il numero di nuovi casi asintomatici di coronavirus. I dati del primo giorno confermano come circa 4 persone su 5 pur avendo contratto il virus non hanno mostrato alcun sintomo. La soluzione al problema degli asintomatici, come di dice in questi giorni, dovrebbe arrivare dal via aitamponi di massa che dovrebbero debuttare contemporaneamente all’avvio della fase 2, cioè quella di graduale riapertura delle attività. Questi tamponi dovrebbero permettere di individuare tutti coloro che hanno il virus, soprattutto gli asintomatici, e regolarsi di conseguenza con misure di isolamento e quarantena per i positivi.

Riusciremo a vincere anche questa sfida?

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