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Lunghe attese per un’ecografia addominale: l’allarme lanciato da Cittadinanzattiva

L’associazione Cittadinanzattiva segnala lunghe liste di attesa per le principali prestazioni sanitarie: dall’ecografia addome completo alle visite cardiologiche, ginecologiche, pneumologiche ed oncologiche, fino alla mammografia.

Le Regioni poste sotto la lente di ingrandimento sono quattro: Emilia Romagna, Liguria, Lazio e Puglia. L’indagine si è soffermata su tre strutture pubbliche selezionate nel territorio di ciascuna regione, per un totale di dodici ASL.

Entriamo, quindi, maggiormente nel dettaglio.

Ritardi e priorità non rispettate in Puglia

Secondo il rapporto pubblicato nel luglio 2023 da Cittadinanzattiva, la sanità pugliese è quella che presenta i dati peggiori in termini di tempi di attesa.

A Bari, ad esempio, l’ecografia all’addome completo con priorità B viene eseguita entro i 10 giorni previsti dal Piano Nazionale di Governo solo nel 14,39% dei casi. Percentuale che si riduce al 9,38% per le visite ginecologiche (con stessa priorità).

Presso l’ASL di Lecce non è possibile effettuare una visita pneumologica entro i 30 giorni stabiliti per le prestazioni con priorità D. La situazione appare migliore a Taranto, dove una visita o un esame diagnostico ogni tre viene eseguito per tempo (nel 33% dei casi), sebbene le visite pneumologiche raggiungano solo il 20,83%. 

Lazio: tempi prolungati a Roma e Viterbo

Cittadinanzattiva prende in esame tre strutture situate in Lazio, precisamente a Roma e a Viterbo. Anche qui si registrano ritardi per l’ecografia all’addome completo (con tempi di attesa rispettati solo nel 18,2% dei casi presso l’ASL Roma 4 e nel 58,6% dei casi presso l’ASL Roma 1). Lo stesso accade per i vari tipi di risonanza magnetica, eseguiti nei tempi previsti soltanto in percentuali comprese tra il 12 e il 33%, e per l’ecografia alla mammella monolaterale (14,3% dei casi).

A Viterbo, infine, i ritardi riguardano soprattutto la visita fisiatrica (con tempi di attesa rispettati nel 16% dei casi), la tac del capo con contrasto (14,3% dei casi) e senza contrasto (22,2%), e la tac addome completo senza MDC (25%).

Interminabili liste di attesa anche in Liguria

Anche nelle ASL della Liguria si riscontrano problematiche relative ai tempi di attesa per le prestazioni sanitarie più comuni, a prescindere dal livello di priorità.

A Genova, ad esempio, è necessario attendere ben 270 giorni per un’ecografia addome completo con priorità D, ossia un tempo cinque volte più lungo rispetto a quello stabilito dal Piano Nazionale (60 giorni). Per una risonanza magnetica all’encefalo l’attesa minima è di 221 giorni, contro i 30 giorni previsti per legge. 

Infine, per una visita di medicina riabilitativa, vi è un ritardo di quasi 140 giorni.

Oltre 240 giorni di attesa per una colonscopia con priorità B presso l’ASL Liguria 5 di Spezzino, che salgono rispettivamente fino a 350 e 546 per le categorie D e P.

Sette pazienti su dieci si rivolgono ai privati

Con un quadro del genere, è possibile comprendere come mai una percentuale sempre maggiore di pazienti – sette su dieci, secondo Altroconsumo – scelga di affidarsi a cliniche o ambulatori privati per sottoporsi a visite ed esami diagnostici.

La nascita di portali ed applicazioni web che consentono di prenotare un’ecografia addome completo in tempo reale, un elettrocardiogramma, una visita ginecologica, ecc. indicando giorno, luogo ed orario a propria scelta, rappresenta un ulteriore punto a favore per le strutture private di tutta Italia.

Ad esempio, cliccando su Cupsolidale, start-up di prenotazioni sanitarie fondata nel 2017, è possibile prendere appuntamento con migliaia di figure specializzate (medici, fisioterapisti, ecc.), per sottoporsi ad esami strumentali o visite urgenti a prezzi concorrenziali. L’elenco comprende ben 3.375 cliniche dislocate su tutto il territorio nazionale e più di 2.600 prestazioni differenti prenotabili entro 24-48 ore.