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Mario Caporilli, l’avventura del maestro di Palestrina a “Una storia da cantare” su Rai1 con Enrico Ruggeri


L’esperienza con i colleghi e i cantanti. Intervista al maestro neo direttore del festival Fortuna Music Award

Con la sua inconfondibile tromba è uno dei volti più noti e inquadrati dalle telecamere nella trasmissione di Rai 1 “Una storia da cantare”, un piccolo tassello della grande tradizione musicale della città di Palestrina. Stiamo parlando del maestro Mario Caporilli, già direttore del Festival della musica polifonica a Palestrina e del nascente “Fortuna Music Award” (LEGGI QUI), uno dei più grandi musicisti italiani che compongono la grande orchestra di Rai 1 diretta dal direttore Maurizio Filardo. A pochi giorni dall’ultima puntata che vedrà protagoniste le musiche di Lucio Battisti, Monti Prenestini ha incontrato il maestro per catturare le impressioni di questa originalissima esperienza molto apprezzata dal grande pubblico.

Maestro, allora a che punto siamo con i preparativi della prossima puntata?

Siamo in partenza e domani inizieranno le prove. Devo dire che c’è molto fermento e attesa, perchè è l’ultimo dei tre appuntamenti e perchè misurarsi con un gigante come Lucio Battisti è un’emozione per tutti.

Prima di Battisti, avete suonato le musiche di De Andre e Dalla. Possiamo chiederle una preferenza?

Sono artisti diversi e per questo è difficile fare un paragone. Ognuno a suo modo ha contribuito a cambiare la musica italiana ed europea, grandi geni di cui ancora oggi si sente la mancanza. Personalmente il mio pezzo preferito è stato quello di Ron quando ha suonato in acustico Cara dalla casa di Lucio Dalla. Forse perchè anche io ero uno spettatore in quel momento, ma devo dire che mi ha emozionato veramente.

Quale è stato l’approccio invece dei cantanti verso questo esperienza?

Tutti hanno dimostrato grande rispetto verso questi immensi artisti. Ogni giorno è stata un’emozione diversa, nelle prove ma anche nella trasmissione si tocca con mano l’entusiasmo e la passione di tutti i partecipanti. Ricordo ad esempio Serena Rossi quando ha pianto alle prove dopo l’esecuzione del suo pezzo e si è ripetuto anche in trasmissione.

Dal punto di vista professionale? Quali sono le tue impressioni?

Davvero un’esperienza di alto livello. Il direttore Filardo ha scelto i migliori musicisti e mastri d’Italia della musica leggera. Lo ha fatto per dare il giusto valore a tre grandi artisti della musica italiana, introducendo qualche elemento di novità e attualità. Nell’orchestra ci sono artisti del calibro di Dei Lazzaretti, che ha collaborato con anni con Lucio Dalla, Adriano Pratesi,  Davide Brambilla alla fisarmonica e tromba, Francesco Luppi alle tastiere, Paolo Zanetti chitarre, al sax c’ è Alessandro Tomei (Baglioni, desi, Noemi, Sanremo, Domenica in) e poi ancora i mastri Storniolo, Sessa e Roberto Gallinella. Forse ne dimenticherò qualcuno, ma è davvero un piacere collaborare con artisti di questo calibro.

E poi ci sei tu, che sei un orgoglio per Palestrina.

Fare musica è il mio lavoro e la mia passione, farlo per un programma di successo è una soddisfazione grande che ripaga sicuramente gli sforzi e i sacrifici fatti. Mi auguro che il programma possa continuare negli anni perchè ha saputo coniugare diverse anime della musica attorno a tre grandi cantautori.