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Monoclonali, a Palestrina parte la nuova sfida anti-covid


L’ospedale Coniugi Bernardini tra le 11 strutture individuate nel Lazio: ecco tutte le info

I monoclonali sono arrivati anche nel Lazio e ora si apre anche uno spiraglio per le cure alternative al vaccino anti covid. L’Italia ha acquistato 150mila dosi dalla multinazionale americana Eli Lilly e sul territorio dovrà ora essere organizzata la somministrazione degli anticorpi

Le strutture interessate sono lo Spallanzani, Tor Vergata, l’Umberto I, il Sant’Andrea, l’ospedale San Paolo di Civitavecchia, l’ospedale dei Castelli, l’ospedale Belcolle (Vt), l’ospedale de Lellis (Ri), l’ospedale Goretti (Lt), l’ospedale Spaziani (Fr)” e l’ospedale di Palestrina.

Nel nosocomio prenestino la struttura sorgerà al primo piano ed è già pronta per avviare i primi trattamenti. La logistica deve però ancora essere organizzata. Va messo a punto il sistema di prenotazioni, in cui dovrebbero avere un ruolo centrale i medici di famiglia, e avviata la campagna informativa. Occorrerà dunque vedere quali saranno i tempi.

Gli anticorpi monoclonali sono destinati a pazienti ultrasettantenni, che hanno appena manifestato i sintomi del Covid e sono considerati ad alto rischio, in particolare diabetici, obesi e dializzati, oltre ad alcuni oncologici. Anticorpi indicati inoltre per i giovanissimi, tra i 12 e i 17 anni, con determinate patologie, partendo da quelle respiratorie e cardiache. 

 Questi farmaci, in grado di ridurre ricovero e di complicanze se assunti precocemente, possono venire somministrati endovena.

“Con gli anticorpi monoclonali 8-9 persone su 10 non andranno in ospedale per Covid – spiega Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituo nazionale di Malattie infettive Spallazani di Roma – Gli anticorpi vanno utilizzati tra il terzo e il quinto giorno della malattia e vanno usati per chi rischia di diventare un paziente grave: ipertesi, obesi, chi ha patologie respiratorie. Queste persone andranno in ospedale e avranno un’infusione di un’ora. Poi andranno a casa, dobbiamo evitare che le persone vadano in ospedale”.

Vaia è intervenuto ieri a  Domenica In su RaiUno. “Ci aspettiamo l’85% di risoluzione: 8-9 persone su 10 non andranno mai in ospedale, questa è un’arma potente. Gli anticorpi monoclonali costano molto? Costano comunque meno di un passaggio in ospedale o in terapia intensiva. C’è anche un’altra sperimentazione che stiamo portando avanti, siamo in fase 1: anticorpi monoclonali che potrebbero essere somministrati in intramuscolo o per via sottocutanea”, ha aggiunto.

(foto d’archivio)

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