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Monti Prenestini, agire per un comprensorio verde: tre gruppi si ritrovano a San Gregorio da Sassola


Un’iniziativa per la tutela del paesaggio e contro la minaccia degli ecomostri. Un’opportunità per scoprire tesori nascosti

Un’iniziativa per la tutela del paesaggio e la difesa del territorio contro le nuove minacce degli ecomostri. Si intitola “Agire per un comprensorio verde” la prossima iniziativa promossa da Alp-Alleanza Prenestina in programma domenica 20 giugno a San Gregorio da Sassola. Il piccolo borgo prenestino, custode di tanti tesori naturalistici e archeologici, sarà la meta di arrivo di tre gruppi di camminatori coordinati da Alp in collaborazione con l’associazione culturale Le donne del vicolo, Brain Community, Fare Ambiente, Amiamogallicano, Aefula, Sentiero Verde e il Cammino Possibile.

Saranno proprio le associazioni, insieme ad amministratori, esperti e personalità del mondo accademico i protagonisti della tavola rotonda in programma al Parco Brancaccio sul futuro del territorio. Previsti gli interventi tra gli altri del vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, di Paolo Piacentini, presidente nazionale Federtrek, di funzionari del Mic, di sindaci e amministratori locali.

Negli ultimi mesi sono due le principali minacce che incombono sull’area: la prima riguarda il progetto di uno svincolo autostradale a servizio di una piattaforma logistica nei pressi della Tenuta di Passerano, la seconda interessa più da vicino Poli e san Gregorio e riguarda una discarica di rifiuti.

Perchè visitare San Gregorio da Sassola

San Gregorio da Sassola faceva parte del fondo Ancesano, che Gregorio Magno donò nel 587 al monastero di Sant’Andrea al celo. Intorno al castello, sorto nel X secolo si venne a creare un centro abitato, in concorrenza con Castel Faustiniano, che fu abbandonato entro il XIV secolo. Fu conteso tra i Colonna e gli Orsini.

Nel 1567 il cardinale Prospero Publicola Santacroce acquistò il feudo da Giordano Orsini. Passò in seguito ai Conti di Poli , con cui divenne principato, e ai Barberini (1632) e quindi al cardinale Carlo Pio di Savoia. Dopo la peste del 1656 il cardinale volle un’espansione urbanistica, detta “Borgo Pio” , nella quale furono inserite 90 famiglie provenienti dai paesi vicini.

Dopo l’unità d’Italia il comune prese il nome di San Gregorio da Sassola, nell’errata convinzione che corrispondesse all’antica città di Saxula.

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