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Olevano Romano: storico traguardo per il Museo Civico Villa de Pisa


L’area museale è stata inserita nella Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici di valore storico e storico-artistico

Oggi è un giorno importante per Olevano Romano, e per il mondo della cultura. L’assessore alla Cultura Valentina Rocchi ha comunicato ai suoi concittadini una splendida notizia: “Con determina G11707 del 9 ottobre 2020, la Regione Lazio inserisce il Museo Civico Villa de Pisa nella Rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici di valore storico e storico-artistico – spiega l’assessore Rocchi -. Un ulteriore obiettivo raggiunto che permetterà al Museo Civico di crescere e strutturarsi sempre più. Un ringraziamento particolare all’Associazione AMO e all’Ufficio Cultura del Comune di Olevano Romano per il costante impegno e collaborazione mostrati”.

CENNI STORICI

Istituito presso Villa De Pisa nel 1997 come museo comunale su iniziativa dell’Associazione Amici del Museo di Olevano Romano (AMO)-onlus, che lo gestisce per convenzione con il Comune dalla sua fondazione, a partire dal maggio del 2014 il museo è entrato nell’Organizzazione Museale Regionale (OMR) del Lazio e fa parte del Sistema Museale Territoriale Pre.Gio.
Si designa come luogo che recupera e valorizza attraverso attività espositive e di pubblicistica, la tradizione pittorica ed artistica di circa 300 anni.
Inoltre si caratterizza come laboratorio aperto all’arte contemporanea, mantenendo vivo il contatto con gli artisti che si interessano ad Olevano, come i borsisti tedeschi presso Casa Baldi e la Serpentara, con la produzione di mostre personali e l’apertura degli atelier.
Costituitasi nel 1989, l’AMO-onlus vanta una collezione d’arte internazionale unica nel Lazio che rappresenta un segmento originale della storia dell’arte europea dalla fine del ‘700 fino ai nostri giorni, dal romanticismo all’arte contemporanea, dall’arte moderna all’informale, dalle grafiche e i disegni alle installazioni.
Nel museo sono raccolte e custodite oltre duemila opere tra oli, acquarelli, disegni, bozzetti, incisioni e sculture, gran parte delle quali appartenenti alla Collezione AMO.


Tra le mostre organizzate dall’AMO vale ricordare, gli artisti romantici tedeschi del primo ottocento a Olevano Romano (1997), Artisti Danesi in Olevano negli ultimi 50 anni (2008), artisti europei in Olevano e nella terra degli Equi (2009), le tre edizioni di Carta in gioco, pagine d’arte contemporanea (2012, 2015).
La villa, già della famiglia De Pisa poi acquista dal Comune alla fine degli anni ‘80, è situata in zona centrale ma al tempo della sua costruzione – inizio del secolo XX – era esterna al nucleo storico.
Si presenta con la sua caratteristica Torretta come un locale esempio di architettura neo-gotica.
Il valore ambientale di questa parte del territorio olevanese è testimoniato da un Decreto mini​steriale del 1956, fortemente promosso da Coriolano Belloni, che includeva viale V. Veneto, via Roma e i terreni sottostanti, le località della Serpentara e Casa Baldi tra i luoghi da sottoporre alla tutela paesaggistica in quanto di notevole interesse pubblico costituendo nel loro insieme “… un quadro naturale di pittoresca bellezza panoramica, ed inoltre […] formano un continuo belvedere accessibile al pubblico dal quale si gode la visuale di un caratteristico paesaggio”.
In seguito all’acquisto la Villa ha subito un drastico intervento di restauro, evidente ad esempio nella scelta di riquadratura degli infissi originariamente arcuati, assieme alla perdita di molti elementi decorativi e di arredo, come segno del ripristino e riutilizzo della Villa a finalità artistiche, l’ingresso si apre in una sala che ospita un affresco a campi cromatici dal titolo Orna, realizzato nel 1992 da Regine Schumann, artista tedesca contemporanea.
Le altre sale ospitano mostre temporanee o permanenti, tra le quali la Donazione Hindorf e la Donazione Wünsche.
Tra le opere di rilievo tutte le 20 incisioni originali di J.A. Koch “Vedute Romane” del 1810, anche queste in esposizione permanente, unico caso tra i musei che possiedono esemplari di questa nota serie frutto, con i relativi rami da stampa, di una donazione del 1999 da parte degli eredi Koch.
​La Demoralizzazione dei Costumi Per comprendere appieno il senso dell’incontro fra la popolazione di Olevano e gli artisti stranieri dei primi anni dell’800, dovremmo provare a calarci non solo nelle strutture sociali del Lazio pontificio ma soprattutto nel clima intellettuale dell’epoca. 
Ancora una volta, l’evoluzione culturale precorse la situazione storica, favorendo, proprio in queste terre, un’inedita convivenza popolare.
L’immaturità delle istituzioni politiche, tuttavia, fu tale da guardare con sospetto l’arrivo degli “esteri” e, nell’estate del 1835, le autorità poliziesche iniziarono a redigere appositi rapporti nei quali si deprecava la “demoralizzazione” di quanti entravano in contatto con gli ospiti stranieri.
A noi, estimatori purissimi delle donne che si denudavano di fronte alle tele e degli uomini propensi ai festini notturni, sembra invece che il modo più simpatico per ricordare i “costumi dissipati” dei nostri predecessori, sia quello di rispolverare l’invidia che, nei confronti degli olevanesi, pare nutrissero gli abitanti dei paesi vicini. (Fonte: turismolevano.com)

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