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Operazione Amnesia tra Roma e Frosinone, arresti anche a Olevano


L’operazione è partita dalla denuncia di un imprenditore di Pofi, vittima di usura, che era stato minacciato insieme alla famiglia, preso a cinghiate e costretto a fare da corriere per l’organizzazione per estinguere un debito di droga

23 misure cautelari personali per uomini e donne residenti dal Nord della Ciociaria fino all’estremo sud. Di queste 5 persone sono finite in carcere, 8 agli arresti domiciliari (con il braccialetto elettronico), 7 con l’obbligo di dimora nel comune di residenza ed 1 nella provincia di Frosinone. 3 albanesi, destinatari sempre di misure cautelari restrittive in carcere ed ai domiciliari, sono irreperibili e ricercati.

Sono questi i numeri dell’operazione Amnesia, dal nome di una droga, partita mesi fa dalla denuncia di un imprenditore di Pofi (risultata non veritiera) che era stato minacciato insieme alla famiglia, preso a cinghiate e costretto a fare da corriere per l’organizzazione per estinguere un debito di droga.

A capo dell’organizzazione che per non farsi intercettare parlavano di taniche di benzina o di litri di birra a posto della droga che veniva interrata in campagna ed in terreni anonimi c’era il 32 enne albanese A. P. residente a Frosinone che veniva “coadiuvato” dai connazionali A.A. di 31 anni residente a Ferentino e A.C. domiciliato a Roma, D.T. di 33 anni residente a Frosinone e A.S. di 31 anni residente a Strangolagalli.   

I reati sono stati commessi sia autonomamente dai singoli indagati che “in concorso” e le zone d’azione abbracciavano sia i comuni della provincia frusinate, quali Alatri, Ferentino, Pontecorvo, Cassino, Arnara, Castro dei Volsci, Pofi, Ceccano, Ripi, Colfelice, San Giovanni Incarico, Arce e Ceprano, che quelli della zona sud di Roma, Olevano Romano (RM), nonché Cercola (NA) e Casoria (NA). Il profilo criminale e la pericolosità degli indiziati emergeva anche dai sistematici accorgimenti adottati per eludere i controlli da parte delle Forze dell’Ordine; il trasporto dello stupefacente, quando si trattava di ingenti quantitativi, avveniva con una staffetta di due autovetture di cui una precedeva la seconda per avvisare di eventuali posti di blocco, venivano utilizzati anche mezzi pubblici per confondersi con i passeggeri e cambiato spesso il luogo degli appuntamenti, oppure a luoghi convenzionali erano assegnavano nomi in codice sempre diversi, per confondere chi eventualmente li stesse intercettando.

L’attività investigativa, trae origine dalla denuncia per “usura” sporta da un imprenditore del luogo che, risultata non veritiera (l’uomo è tra i destinatari del provvedimento custodia in carcere) consentiva di portare alla luce un giro di spaccio e di sostanze stupefacenti – in genere di “hashish” e “marijuana” ma anche “cocaina” – da parte dei predetti indagati, di origine italiana e albanese, che interessa le provincie di Frosinone, Napoli e Roma: la droga acquistata, anche in quantitativi all’ordine di chilogrammi, veniva confezionata in singole dosi per essere ceduta ai numerosi assuntori, per un giro di oltre 300mila euro e un volume di stupefacente movimentato di circa Kg. 25 (venticinque).

Nel corso delle indagini sono state già tratte in arresto 7 (sette) persone in flagranza di reato, 5 (cinque) deferite in stato di libertà e 10 (dieci) assuntori segnalati all’Autorità Amministrativa (ex art. 75 DPR 309/1990), nonché il sequestro di 15mila euro di contanti e circa kg. 7 (sette) di sostanza stupefacente (cocaina, hashish e marijuana).

Per l’esecuzione del provvedimento e delle relative perquisizioni domiciliari sono impiegati oltre 100 militari del Comando Provinciale di Frosinone.

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