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Origine Comune, 4 riconoscimenti per i Monti Prenestini

Diversità come sinonimo di qualità ed eccellenza. È questa la filosofia alla base del progetto Origine Comune di Anci Lazio che mira a sostenere l’economia locale di numerosi comuni del Lazio che possono trovare nelle produzioni tipiche del territorio una risorsa su cui riprogrammare il proprio sviluppo locale. L’obiettivo è tutelare la qualità dei prodotti agroalimentari e, nello stesso tempo, concorrere a far emergere la specificità di ogni singolo comune.

Sono 22 a oggi i marchi tutelati da questo nuovo marchio di qualità e tra questi ci sono 4 prodotti dei Monti Prenestini: Il Panpepato Prenestino (Palestrina), la Nocciola tonda gentile dei Monti Prenestini, la Barachia (Genazzano) e la Roncoletta (Labico). Vediamoli da vicino per capire di cosa si tratta e dove acquistarli.

IL PANPEPATO PRENESTINO

Il Panpepato di Palestrina

Dolce tipico dei monti prenestini, il Panpepato, il cui nome si rifà all’utilizzo cospicuo di pepe con cui veniva speziato, ha origini molto antiche. La storia narra che già ai tempi dei principi Colonna e Barberini, in seguito signori di Palestrina, i sudditi portassero in dono una preparazione dolciaria a base di farina, miele, canditi, uvetta e frutta secca quali noci, nocciole, mandorle e pinoli. Ne- gli anni seguenti divenne consuetudine realizzare questa ricetta in tutta l’area dei colli prenestini. In occasione delle feste natalizie, il più anziano dei commensali affetava il dolce mentre il più giovane si occupava di servirlo agli ospiti, prevedendo sempre di tenere da parte qualche fetta di questo energetico piatto per i faticosi giorni di lavoro di mietitura del grano nei campi e per i mendicanti che bussavano alla porta. È ancora in uso nel linguaggio comune l’espressione ‘Si lassato lo muzzico dello palestrinese’ per indicare i resti di cibo lasciati nel piatto, in memoria di un’epoca e di una storia ormai lontana. Il panpepato ha conservato le sue caratteristiche di prodotto artigianale; ancora oggi è realizzato in occasione delle feste natalizie esclusivamente da forni locali e da qualche famiglia che si cimenta in preparazioni casalinghe.

Il Panpepato Prenestino, contraddistinto dalla forma a zuccotto, ha un colore marrone ed una superficie irregolare dovuta alla frutta secca di cui è composto. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le pronunciate note di frutta secca (mandorle, nocciole, noci e pinoli), miele, cacao e uvetta, abbinate a lievi sentori tostati. Al gusto si presenta armonicamente dolce. Buona la croccantezza e la persistenza aromatica.

DOVE ACQUISTARE

Il Forno
di Roberta Salomone, via Prenestina Nuova, 95
tel. 06.97244426

Salomone Sergio
via Papa Giovanni XXIII, 42 – tel.06.9537656

Marchetti Lorena
via Piave, 9 – tel. 06.9586717
Pasticceria Charlotte
via Prenestina Antica, 4 – tel. 0695.36650

Pasticceria Pennisi
via Anicia, 2 – tel 06.87782467

LA NOCCIOLA TONDA GENTILE DEI MONTI PRENESTINI

La nocciola tonda di Labico

Il territorio di Labico è da sempre dedito alla produzione del- la nocciola. Già nel XVII secolo la nocciola veniva citata tra i prodotti agricoli dallo Statuto di Lugnano, antico nome di Labico, indicando anche la presenza di un Nocchieto della Corte. A partire dalla metà del XX secolo, la varietà del- la “Tonda Gentile Romana” ha preso sempre più piede tra tanti piccoli e medi produttori. Territorio collinare, umidi- tà, temperature medie e acidità del terreno fanno di Labico una zona perfetta per la produzione di questo frutto. Fino agli anni Ottanta, la raccolta della nocciola, prevista tra fine agosto e fine settembre, avveniva manualmente coinvolgendo buona parte della comunità; oggi si effettua prevalentemente con l’ausilio di mezzi meccanici. Altra varietà coltivata a Labico è quella del Nocchione, con caratteristiche simili, ma forma e spessore leggermente diversi. Questa tipologia è più adatta alla trasformazione. Dopo la raccolta, il prodotto viene pulito e venduto essiccato o tostato, oltre a costituire la base della tradizione dolciaria labicana, con le preparazioni dei tozzetti e del pangiallo. A Palestrina, specialmente nel territorio rurale della frazione di Carchitti, vi sono impor- tanti appezzamenti di terreno adibiti alla coltivazione della nocciola. Gli albori della cultura della nocciola si possono trovare intorno agli anni 60 quando, su impulso del podere Giordani, la maggior parte della popolazione ha impiantato alberi di nocciolo senza badare molto alla qualità ma soprattutto alla produttività; il miglioramento qualitativo e produttivo si è raggiunto dal 1977 grazie al lavoro svolto dalla locale cooperativa di produttori.

La Nocciola Tonda Gentile dei Colli Prenestini, contraddistinta dalla forma sferoidale con l’apice leggermente a punta, ha un colore marrone nocciola ed elevata intensità olfattiva di nocciola. Al gusto si presenta dolce con una nota leggermente salata. Buona la croccantezza, la masticabilità e la persistenza aromatica.

GUARDA IL VIDEO

DOVE ACQUISTARE

Azienda Agricola Galli Gina
tel. 3771615934

Società agricola Agridonna
tel. 3938645842

Cooperativa Carchitti ’77
Lino Sabelli – 3296604267

LA BARACHIA

La barcaccia di Genazzano

La storia della Barachia ha origini molto antiche, così come la sua ricetta tramandata oralmente di madre in figlia, ma di cui non se ne conosce l’origine. Anche la derivazione del nome non è ben chiara. Un’ipotesi si basa sulla presenza di una comunità ebraica a Genazzano fino alla fine del XVI secolo, a cui sarebbe da attribuire anche la forma a sei punte del biscotto, riconducibile alla Stella di David, con una valenza quindi sacrale. Un Barachia, padre di Zaccaria, è anche nominato nella Bibbia nell’episodio in cui Gesù si rivolge con un’invettiva contro scribi e farisei nel tempio di Gerusalemme. Altra ipotesi è un’origine greca dalla parola barakòs, sorta di focaccia, introdotta dai pellegrini albanesi in visita al santuario della Madonna del Buon Consiglio, la cui immagine sacra si tramanda sia arrivata a Genazzano da Scutari la notte del 25 aprile 1467. Unica certezza il suo inconfondibile sapore, dolce e delicato, della frolla ripiena di marmellata di “prungancini”, varietà di prugnolo selvatico di piccole dimensioni, tipica del territorio genazzanese.

La Barachia ha un colore marrone chiaro e presenta un rigonfiamento dovuto alla farcia. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le pronunciate note di uova e confettura di prugne, abbinate a lievi sentori vanigliati ed agrumati. Al gusto si presenta armonicamente dolce con una leggera nota acidula. Buona la friabilità, la masticabilità e la persistenza aromatica.

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DOVE ACQUISTARE

Forno San Giuseppe di Mastrapa Rodriguez Yami tel.069579975

Antico Forno a legna di D’Attiglia Maurizio tel. 06.95578654

Pizzeria al Corso di Panepuccia Gaetano
Tel. 06.95540209

L’angolo dei sapori di Ascenzi Carmela, piazza Giacomo Matteotti, 3 Tel. 06.9540255

Antico Forno Santandrea, via san Paolo – tel. 06.9579840

LA RONCOLETTA

La Roncoletta labicana

I Piselli di Labico, detti anche Roncolette Labicane per la forma particolarmente incurvata, costituiscono una produzione antica e tradizionale. Fin dall’antichità, il pisello richiedeva una coltivazione faticosa: si seminava in piccoli orti sostenendo la pianta con la tecnica dell’infrascatura, ovvero con l’utilizzo di sostegni di legno, cosicché a Labico sorgevano veri e propri piccoli orti-giardino. La produzione della Roncoletta Labicana acquisì grande notorietà nella prima metà del Novecento, tanto che negli anni Trenta quest’area fu oggetto, sotto il regime fascista, di esperimenti per accrescerne la produttività. In quegli anni si sviluppò anche la tradizionale Sagra dei Piselli agli inizi di giugno. Durante la festa veniva fatta una sfilata dei carri, decorati per l’occasione, coinvolgendo tutta la popolazione. In seguito, con il venire meno della tradizione contadina, anche la faticosa coltura della Roncoletta è andata lentamente scomparendo dagli orti labicani. Oggi è in corso un processo di recupero e le sementi del pisello labicano hanno ripreso ad essere coltivate nei campi e negli orti di Labico.

La Roncoletta Labicana, o pisello di Labico, ha un colo- re che varia dal beige al verde chiaro e si contraddistingue per l’alta integrità dopo la cottura. L’elevata intensità olfattiva si caratterizza per le note vegetali. Al gusto si presenta dolce e leggermente salato. Buona consistenza e solubilità.

DOVE ACQUISTARE

Azienda Massari Antonio
tel. 3275759526

Azienda agricola Colonna
tel. 3483304373

ORIGINE COMUNE

Il progetto Origine Comune mira a sostenere l’economia locale di numerosi comuni del Lazio che possono trovare nelle produzioni tipiche del territorio una risorsa su cui riprogrammare il proprio sviluppo locale. L’obiettivo è tutelare la diversità è la qualità dei prodotti agroalimentari e, nello stesso tempo, concorrere a far emergere la specificità di ogni singolo comune.
Anci Lazio con Origine Comune, forte anche del successo ottenuto a Expo Milano 2015, vuole mettere i comuni del Lazio in condizione di seguire un modello standard di regolamento comunale per il riconoscimento delle Denominazioni Comunali (De.Co.).
Le De.Co. rappresentano un cambiamento di rotta nell’ambito della salva -guardia delle identità territoriali legate alla tradizione agroalimentare ed eno-gastronomica di un luogo. Esse sono un valido strumento per tutelare le specificità locali e la cultura della comunità e del territorio, diffondere lo sviluppo sostenibile del territorio, far perno sugli aspetti endogeni come leva di crescita sociale ed economica.Le De.Co. costituiscono elemento qualificante per una qualificazione del prodotto, che lo lega in modo inconfondibile a un luogo fisico di appartenenza valorizzandone la storia e l’identità.

FONTE: Origine Comune – Anci Lazio

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