Un viaggio continuo alla ricerca delle radici di una terra, dei suoi valori e delle sue intime connessioni.

Orrore a Palestrina: sequestrata e picchiata per un debito di crack, tre arresti

a cura della redazione

——-

Anche Palestrina è stata teatro della drammatica vicenda di violenza, sequestro e sfruttamento emersa dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Frascati. Nelle ultime ore, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone, due uomini e una donna, gravemente indiziate di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di una giovane donna.

L’inchiesta, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Frascati, ha portato alla luce una vicenda maturata nell’ambiente dello spaccio di droga. La vittima, una 30enne residente a Monte Compatri con problemi di tossicodipendenza, avrebbe accumulato un consistente debito legato all’acquisto di crack. Per costringerla a saldarlo, gli indagati l’avrebbero prelevata con la forza e tenuta segregata contro la sua volontà.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna sarebbe stata rinchiusa sia in un immobile situato a Palestrina sia in un’abitazione della borgata romana di Finocchio. Un particolare che rende la vicenda ancora più inquietante riguarda il fatto che gli indagati avrebbero utilizzato le proprie abitazioni per nascondere e trattenere la vittima pur essendo già sottoposti agli arresti domiciliari per altri procedimenti.

Durante la prigionia, la 30enne avrebbe subito ripetute violenze fisiche e pesanti intimidazioni. Gli elementi raccolti dagli inquirenti indicano che sarebbe stata picchiata, minacciata di morte con un revolver calibro 38 e costretta a spacciare sostanze stupefacenti per estinguere il debito contratto.

L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa avviata nel luglio 2025 e sviluppata attraverso intercettazioni, analisi dei tabulati telefonici e sistemi di videosorveglianza. La svolta è arrivata il 26 luglio dello scorso anno, quando la donna è riuscita a fuggire dalla prigionia e a chiedere aiuto alle forze dell’ordine.

Pochi giorni dopo, il 29 luglio 2025, i Carabinieri hanno fermato quella che ritengono essere la figura centrale del gruppo: una 40enne domiciliata a Monte Porzio Catone, indicata come fornitrice del crack alla vittima. La donna è stata bloccata mentre tentava di sottrarsi alle indagini e, durante l’operazione, è stata rinvenuta e sequestrata anche l’arma utilizzata per le minacce.