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Ospedale di Palestrina, da novembre senza indennità: i sindacati alzano la voce


“Nella prima ondata sì e ora no. Cosa è cambiato?”. Scoppia il caso

Come ben sappiamo le necessità di presidiare la pandemia Covid ha necessitato che l’intero Ospedale di Palestrina e alcuni reparti dedicati negli altri Ospedali dell’Azienda Roma 5 fossero trasformati a esclusivo presidio per questa patologia.

Altresì la stessa Azienda ha rimodulato i numerosi interventi organizzativi utilizzando il personale ove fosse più necessario, trasformando ex-novo interi reparti dedicati al trattamento Intensivo.

I numerosi interventi sindacali della CGIL sono stati quasi esclusivamente mirati alle condizioni e alla sicurezza del Lavoro e degli Operatori consapevoli della diretta ricaduta sulla salute degli assistiti.

L’immensa gratitudine dimostrata dai pazienti verso gli Operatori non trova corrispondenza in come quest’Azienda tratta questi ultimi a proposito dei propri diritti contrattuali, più volte elusi e denegati.

Kai Poke Palestrina
Kai Poke Palestrina

Da Novembre 2020 l’indennità di malattie infettive – art.86 prevista dal vigente CCNL 2016-2018 non è corrisposta agli operatori coinvolti così come invece fatto regolarmente nella prima ondata pandemica.

Nessuna delle reiterate richieste specifiche fatte dalla CGIL ha avuto risposta da un’Azienda che pur certificato i “Fondi Contrattuali” già dallo scorso anno continua a unilateralmente utilizzarli per i propri scopi, non senza qualche contraddizione applicativa, e non certo per i diritti già riconosciuti dal contratto come l’indennità di malattie infettive.

Ci piacerebbe tanto sapere il perché del diniego pronunciato sempre a mezza voce ad applicare questa indennità agli Operatori dell’intero Ospedale di Palestrina e di tutti gli altri trasformati a tal uso.

 La CGIL FP ritiene questa scelta aziendale una profonda mancanza di rispetto nei confronti di quegli Operatori Sanitari che da mesi ormai, in condizioni di lavoro disagiate, rischiando la propria salute e quella dei propri cari, prestano con abnegazione e senso di responsabilità la loro attività lavorativa, personale che in questi mesi ha visto negarsi anche le ferie.

Alcune scelte aziendali pubblicizzate sui social e mai realmente operative (Terapia Intensiva Covid Hospital di Palestrina, barelle per il “biocontenimento” inutilizzate da mesi) mascherano il pagamento di straordinari e prestazioni aggiuntive per ovviare a una cronica mancanza di personale ed un piano assunzionale asfittico.

L’ovvietà di una riconoscenza non può essere confusa con i diritti del Lavoro, e un’Azienda che non lo riconosce ai propri dipendenti commette un gravissimo errore che vedrà costretta la CGIL FP a un’azione legale volta alla tutela dei diritti contrattuali e restituire così rispetto e dignità a tutti gli Operatori.

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